Rassegna Stampa – Press review

 

 

 

Intervista ad Alessandro Sartoni, Assessore alla Cultura di Montecatini Terme.

Buon pomeriggio a tutti. Oggi abbiamo intervistato per voi Alessandro Sartoni, Assessore alla Cultura di Montecatini Terme. A lui abbiamo chiesto di parlarci un po’… del Mo.C.A., la Galleria Civica della città e delle novità che “bollono in pentola” aspettando di riaprire di nuovo al pubblico.

  • Assessore buon pomeriggio. Il periodo è senz’altro critico, ma il Mo.C.A., anche se “a porte chiuse” continua a lavorare per i tempi migliori. Abbiamo visto sui “social” nuove acquisizioni di splendide opere grafiche. Può parlarcene?

Certamente. Abbiamo avviato un percorso, fruttuoso fin dall’inizio, immaginando un “Laboratorio” di acquisizioni per donazione, ma donazioni orientate su un organico panorama di confronti creativi, in modo da integrare la collezione con una vera anima progettuale, garantendone un livello adeguato e patrimonializzandola grazie alla partecipazione attiva degli artisti e limitata alle pure, minime spese di gestione per l’Ente. Prioritariamente siamo intervenuti sul versante del Disegno e della Grafica d’arte e nei prossimi mesi ci estenderemo ad altri complementari settori di interesse. Con le più recenti donazioni – e faccio particolare riferimento a quelle di Mongatti, Ceccotti e Granchi – ci siamo assicurati opere di autori che sono di rango accademico e fra le massime espressioni contemporanee in Toscana in questa disciplina, noti ed apprezzati anche a livello nazionale e non solo. Altri autori, di riconosciuta professionalità ed esponenti di una militanza attiva, saranno di questa partita. Il Covid certamente non aiuta ad intessere relazioni, conoscere Maestri, presentare la nostra struttura e incrementare le pubbliche relazioni, ma stiamo moltiplicando le occasioni e aguzzando l’ingegno per raggiungere buoni risultati.

  • L’ultima chiusura a causa del Covid purtroppo ha interrotto la mostra “dalla macchia a Modì”… la Galleria sta lavorando per una nuova esposizione da presentare al suo pubblico? Rimanga pure sul generico… ma ci dia qualche buona notizia…

Vero, quella mostra ha avuto uno sviluppo sfortunato come tutto quel che era in essere sul territorio italiano in questo periodo. Peccato perché il livello di proposta culturale era buono, verrebbe da dire che quella raccolta d’opere era “nel posto giusto al momento sbagliato”. Difficile programmare in un momento in cui quello che si programma il giovedi non va più bene il sabato. L’idea che sto sviluppando parte dalla volontà di riallestire il Mo.C.A. dopo aver fatto alcuni lavori di manutenzione che erano necessari, pur sapendo che ancora per qualche settimana sarà difficile ipotizzarne la riapertura. Riallestimento in forma permanente, con opere della nostra collezione per lo più mai mostrate, in attesa che si possa ripartire con un quadro di riferimento più chiaro e sereno per organizzare una “temporanea” che sarà un passaggio importante della nostra attuale strategia. In attesa che questo possa esplicarsi stiamo lavorando a tutto quello che deve precederlo ed esserne alla base.

  • Al Mo.C.A. c’è un’opera che già da sola vale una visita alla nostra Galleria Civica: ovviamente parliamo di “Donna avvolta in un volo di uccelli” di Joan Miró… ci racconti qualcosa di questa straordinaria tela.

Un aneddoto personale. Come consigliere comunale per anni l’ho avuta alle spalle in Sala del Consiglio… un posto dove era certo che venisse vista solo da pochi intimi. Si tratta di un’opera indubbiamente importante e che può rappresentare qualcosa di ulteriore rispetto all’immagine simbolo della nostra struttura. Può diventare anche un emblematico punto di riferimento e di dialettico incontro con opere di altri pittori, oltreché un richiamo forte per il turismo culturale ed un elemento fondante di quanto, fra qualche anno, andrà ad animare il Museo Civico nella Palazzina Regia.

  • La Galleria Civica ha un caveau piuttosto ricco. Quali sono le opere che preferisce della Collezione permanente?

Si va su un terreno scivoloso… ci sono opere che possono attrarmi esteticamente, altre delle quali apprezzo le motivazioni dell’autore più che l’opera specifica conservata in collezione, in altri casi abbiamo opere che proprio non riescono ad entrarmi nell’occhio come si dice e d’altronde, mi consentirà, gli orientamenti culturali sono molteplici! E il rapporto con le arti è naturalmente problematico. Risponderò con una diplomatica battuta: di tutti i dipinti, le sculture e le opere grafiche che deteniamo rimango particolarmente affascinato dall’impegno creativo e dalle poetiche di tanti autori, le cui figure riconosco particolarmente nella serie di foto scattate da Cantini!

  • Infine, prima di salutarla… sintetizzi per noi in tre parole il Mo.C.A.

Cultura, memoria e prospettiva.

  • Grazie Assessore, speriamo di rivederci presto tutti insieme… di fronte al nostro Miró.

E alle altre opere che arriveranno. Grazie a voi.

 

Fondazione Museo del Tessuto di Prato – Mo.C.A. Montecatini Terme. Stipulato Accordo di collaborazione.

Buongiorno a tutti. La cultura non si ferma… Buone notizie per il Mo.C.A. e per la nostra città. Il Comune di Montecatini Terme ha stipulato un Accordo di Collaborazione con la Fondazione Museo del Tessuto di Prato.

Tutti sanno che Giacomo Puccini fu ospite abituale dei Bagni di Montecatini. Ma forse non proprio tutti sanno che le scenografie della sua Turandot, opera messa in scena per la prima volta nel 1926 al Teatro della Scala, furono progettate da un altro grande personaggio che ha lasciato un segno indelebile nella nostra città: il poliedrico maestro del liberty, Galileo Chini.

Nel 2018 il prestigioso museo del tessuto di Prato ha effettuato l’eccezionale ritrovamento dei costumi e dei gioielli di scena della prima della Turandot alla Scala di Milano. Promuoverà tale ritrovamento al pubblico attraverso una mostra intitolata “Turandot e l’Oriente fantastico di Puccini, Chini e Caramba” in programma da maggio a novembre 2021. Una mostra che non rimarrà un evento isolato, ma darà vita ad un vero e proprio progetto culturale che coinvolgerà tutte le realtà toscane collegate alle figure di Galileo Chini e Puccini. L’intento di “Itinerari chiniani e pucciniani” (questo il nome del progetto) sarà quello di creare una rete di itinerari artistici-culturali, in un’ottica di apertura e diffusione territoriale. Per Montecatini Terme e per la sua Galleria Civica, luoghi che vantano un forte legame con entrambi i personaggi, si tratta di una collaborazione estremamente interessante che senz’altro permetterà una miglior conoscibilità dei nostri ambienti e delle nostre tradizioni culturali. Un accordo (che peraltro non comporterà alcun impegno di spesa per il nostro Comune) che può porre le basi per future cooperazioni culturali con il Comune di Prato e dal quale potrebbero scaturire nuove opportunità in termini di collaborazioni turistiche.

Che dire… un progetto affascinante e costruttivo e noi del Mo.C.A. siamo felici di questa preziosa opportunità e pronti per lavorare.

 

DONATE AL Mo.C.A. QUATTRO OPERE DALL’ARTISTA ROMANO MASONI

 

“Il più recente” dei molti artisti che in questo 2021 hanno onorato il Mo.C.A. di donazioni è

Romano Masoni nominato Accademico per la “classe di pittura” dall’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze nel 1998 e artista sempre alla ricerca di nuovi progetti e sodalizi.

Sembra che non passi mese senza che il Mo.C.A. non sia privilegiato destinatario di nuove opere d’arte. In questo maggio 2021 la collezione si amplia, grazie alla donazione dell’artista Romano Masoni, di altre quattro opere:

–              Il sangue dei santi, 1994, prova di stampa su carta Vaticano, cera molle, acquaforte e puntasecca, battuta mm 500×390, su foglio di cm 70×50

–              Di quale natura sia il fuoco, 1995, ultimo stato, acquaforte e acquatinta, battuta mm 350×350, su foglio di cm 70×50, esemplare 23/30

–              Impollinazione, 1989, acquaforte, acquatinta e puntasecca, battuta mm 470×370, su foglio di cm 70×50, esemplare 22/30

–              Kantor e la classe morta, 1989, acquaforte e acquatinta, battuta mm 70×60, su foglio di cm 50×35, ultimo stato

Riportiamo integralmente la simpatica e artisticamente notevole biografia dell’autore così come lui stesso ce la racconta.

“Nasco nel 1940 a Santa Croce sull’Arno, nel cuore della Toscana “brutta” come la chiamò il Carli.

Collegio. Poi studi Classici. Non li finisco. Liceo Sperimentale, neanche un anno. Mi cerco e non mi trovo. Girovago. Leggo poesie, gioco a pallone. Mi iscrivo alla Scuola d’Arte “Simi” di Firenze. La frequento con insolita assiduità. Vi rimarrò fino al 1966.

Perdo i capelli. Nasco cattolico, divento comunista, anarchico e libertario, come dire il peggio del peggio.

Viaggio a Parigi. Un Classico. Due mesi. Lavoro in un bar e studio gli Impressionisti. Visito per la prima volta il Louvre. Torno carico come un chicco d’uva. Provo a vivere di pittura. E decido di non andarmene, di restare. Vedo Santacroce come il Luogo della mutazione. È la fica del mondo. Il posto giusto per lavorare.

Scopro il teatro. Alberto Pozzolini ritorna da Milano. Ha lavorato al “Piccolo”. Sa tutto su Brecht, su Paolo Grassi, su Strehler. E sa molte altre cose.

I gruppi teatrali nascono come funghi e si chiamano di base. Anche il Teatro della Casagialla nasce così, su quell’onda lunga movimentista del ‘68. E sarà un teatro politico e spudoratamente ideologico.

In seguito i miei dioscuri diventeranno Barba, Grotowski, Julian Beck e Kantor. Tadeusz Kantor e il suo Teatro della Morte.

  1. Sposo Pieranna, una fanciulla bionda dagli occhi azzurri che mi sconvolge. Arriva l’alluvione.
  2. Nasce Pablo. A Firenze c’è Renzo Grazzini. Scopro il nero puro in pittura. La stesura piatta. Una rivoluzione copernicana per me che mi sono formato ad una scuola annigoniana.

Conosco Dino Carlesi, poeta e critico d’arte. D’ora in avanti faremo il viaggio insieme.

  1. Dipingo una Crocifissione per la Chiesa di Sant’Andrea a Santacroce sull’Arno. Enzo Carli ne rimane colpito. Sono invitato a La nuova generazione, X Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma.
  2. Affresco una parete nella Casa del Popolo di Santa Croce.
  3. Muore Willy Varlin nella sua casa di Bondo in Val Bregaglia. Un pittore così mai più si vedrà per le strade del mondo.

Sono invitato a Immagini del quotidiano, XIII Premio del Fiorino di Firenze e alla “VI Biennale Ponzano” a Palazzo Cariati di Napoli.

In quell’anno con Sergio Pannocchia e Coriolano Mandoli fondo la rivista di politica e cultura “Il

Grandevetro”. L’ambiente e il lavoro sono i temi indagati. Nascono i primi comitati contro l’inquinamento.

  1. Enzo Carli mi invita a Il Sacro nell’Arte contemporanea che si tiene al Palazzo Arcivescovile di Palermo.
  2. Bruno Saetti mi invita ad affrescare un muro nelle strade di Dozza. A Firenze in quell’anno, nella Chiesa sconsacrata di Santa Maria, si inaugura, con un seminario aperto, l’Atelier/laboratorio di Tadeusz Kantor. Vi partecipo anch’io. Rimango abbagliato. Ricordo Tadeusz in piedi, bianchissimo e nero.Spettrale. E poi le foto di scena di Buscarino. Saranno carne viva e fonte di ispirazione per le mie incisioni.
  3. Muore mio padre di cancro. Vengo Segnalato Bolaffi per la pittura da Enzo Carli.

Incontro Gianni Toti, scrittore e poeta, regista e videoartista. Viene da Roma e lascerà il segno. Molte iniziative avranno la sua impronta. Compresi i sogni. A futura memoria una mostra che non sarà mai realizzata: L’Arte inquina gli inquinatori.

Sono anni di sodalizi con poeti e artisti, anni di lavoro intorno ad un’idea che sarà poi alla base di quell’attività: l’inquinamento sia fisico che mentale, visto come grande metafora della storia contemporanea. Il progetto si chiamerà, con un neologismo fulminante, Pestival e firmerà le mostre di quel periodo. “Dal Pestival non si esce” scriveva Umberto Falorni in una memorabile sceneggiatura. Qui si salderanno amicizie e fratellanze. Penso ai pittori Antonio Bobò, Ivo Lombardi e Simonetta Melani. Penso a Nicola Micieli, che sarà nostro mentore e compagno di strada.

  1. Tengo la personale al Centro Arti Visive di Palazzo Diamanti di Ferrara e all’Arsenale Mediceo di Pisa. Pier Carlo Santini mi invita a Pittura oggi in Toscana che si tiene alla Galleria d’Arte Contemporanea del Comune di Arezzo e al Centro Ragghianti di Lucca. Realizzo un murale nella piazza di Verbella a Santa Croce sull’Arno, murale che mano ignota cancellerà.
  2. Nicola Micieli mi ordina una personale all’Arsenale Mediceo di Pisa.
  3. Conosco Luciano Della Mea. Con lui farò un viaggio ad Arezzo all’Ex Ospedale Psichiatrico, dove per tre giorni ci si interroga sullo stato di salute della 180. Vengono da tutta Italia. Psichiatri, medici, matti, poeti straordinari come Giuliano Scabia, infermieri, cantastorie. La Legge Basaglia mi sembrava la ragia nel pino, essa sgorgava e geminava da mille ferite e ciascuna storia si dipanava naturalmente. Ancora oggi al ricordo me ne rallegro.

Quell’esperienza, oltre a cementare l’amicizia con Luciano, dà il via ad un evento che coivolge tutto il Comprensorio del Cuoio. Mostre malate in ogni paese, diavoli e angeli per le strade, convegni, seminari, poesie, film, nelle piazze, nelle concerie, nelle biblioteche, in mezzo alla gente. Si chiama Aillof/in lingua rovescia e ha un tabarro di polvere d’oro come bandiera.

  1. Realizzo per il Museo della Conceria di Santacroce, nell’ambito del progetto “Nel Segno di Saturno”, la mostra Le sorprese di Ulisse, una riflessione figurata sulle tracce originarie del lavoro della concia.
  1. Dino Carlesi mi invita alla rassegna Voglia di pace / autori contro la violenza, che si tiene a Sesto Fiorentino e a Marzabotto.

Mi dedico con continuità all’incisione. Fondamentale è l’incontro con Vincenzo Alibrandi stampatore in Firenze e successivamente, decisivi per il percorso della mia ricerca, la collaborazione e l’amicizia con Giuliano Iacomucci stampatore in San Benedetto del Tronto. Approfondisco le tecniche. Vivo il processo di mutazione della lastra come un viaggio iniziatico, come un percorso di formazione. Mi appassiono anche alla grafica editoriale. Illustro libri, progetto riviste e giornali.

  1. Giovanni Bonanno mi invita alla rassegna Tota Pulchra/Il Sacro nell’Arte che si tiene all’Albergo delle Povere a Palermo.

Il sodalizio che già esisteva con i pittori Bobò, Comparini, Dolfo, Greco e Lombardi si ufficializza con il libro Viaggianti Individualità e con un ciclo di mostre che si tengono a Roma, Bologna e Firenze.

  1. Lavoro con Bobò e Lombardi gomito a gomito, chiusi per un mese in un’ex conceria. Il progetto è Nuvolanera. Esso si orienta tra poesia e immagine e comprende centoventi incisioni ed altrettanti testi poetici inediti di autori vari.
  2. Il Comune di Santacroce mi affida la direzione artistica del Centro di Attività Espressive di Villa Pacchiani. Manterrò quell’incarico fino al 1999.
  3. Sono presente con Nuvolanera alla mostra The Artist and the Book in Twentieth-Century Italy che si tiene al Museo d’Arte Moderna di New York. Nell’ottobre di quell’anno Viaggianti Individualità si scioglie con la mostra Il gruppo morto che si tiene a Palazzo Pinucci a Firenze. Sono invitato alla VI – VII e VIII edizione della Triennale di Incisione al Palazzo della Permanente di Milano. Ritrovo Giorgio Giolli e nasce l’amicizia con Fulvio Leoncini. Nascono nuove e felici collaborazioni.

La mia pittura si sta configurando sempre di più in una chiave alchemica con inserimenti oggettuali, apparentemente estranei alla superficie pittorica.

  1. Tengo una personale a Palazzo Sertoli di Sondrio. 1996. Tengo una personale alle “Cannoniere” della Rocca Paolina di Perugia e sono invitato alla IV Triennale mondiale delle stampe a Chamaliers in Francia.
  2. Sono invitato a Artisti per Dino Campana a Marradi. In quell’anno vengo nominato

Accademico per la “classe di pittura” dall’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.

Sono al “Centro Culturale Berchem” di Anversa con Bobò, Corbani e Lombardi.

  1. Nicola Micieli mi invita a Incisione Pisana del ‘900, che si tiene alla Limonaia di Pisa e Tommaso Paloscia ad Accadde in Toscana, che si tiene a Palazzo Ducale di Massa. Sempre in quell’anno sono a Il Disegno in Toscana dal 1945 ad oggi presso la Villa Medicea di Poggio a Caiano e tengo una personale presso “Ex Fornace Pasquinucci” di Capraia Fiorentina.
  2. Con Fulvio Leoncini e Simonetta Melani fondo La Compagnia dei Liberi Incisori e Varia Umanità, un laboratorio aperto che si occupa di incisione e di stampa calcografica. Dura quattro anni con alterne fortune. Come sempre. E mi viene da recitare la lista dei morti.

Intanto introduco piombo e percloruro di ferro nella mia pittura e lascio a loro il governo, a loro il sentimento dello spazio e della materia.

  1. Giorgio Trentin mi invita a Il Segno e la Memoria / Italia – Slovenia, Barchessa di Villa Morosini di Mirano – Venezia. Nicola Micieli mi invita a Incisori per il Bisonte al Museo Marino Marini di Firenze e dopo sono al Museo di Amberg in Germania con Dollhof e Comparini.
  2. Tengo una personale al Museo Piaggio di Pontedera.
  3. Muore mia madre.
  4. Pablo sposa Maria. Subito dopo Manuela è rotolata lontano. Che pena!
  5. Sono presente con tre opere in permanenza al Museo Magi di Pieve di Cento in Generazioni italiane / Anni Quaranta.
  6. Tengo una personale alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “Raffaele De Grada” di San Gimignano e nello stesso anno sono alla Galleria Inzago di Norimberga.
  7. Allestisco “La Stanza della Memoria”, una installazione multimediale permanente presso la

Pubblica Assistenza del mio paese. In quell’anno Nicola Micieli mi invita al Premio Marina di Ravenna.

  1. Sono a Villa Pacchiani a Santa Croce sull’Arno in Questo è il mio fiume.
  2. Sono a Milano al Chiostro delle Stelline con Segni e Parole.
  3. Sono al Museo di San Michele degli Scalzi a Pisa con Formicolii pietrificati.
  4. Sono a “Il Gabbiano” di La Spezia per Arte performativa / Centenario del Movimento Dada e

sempre a “Il Gabbiano” a In memory of Joseph Beuys.

  1. Sono al Castello di Grotti di Siena alla mostra Convegno per Sergio Vacchi. Tengo una personale a “Casaconcia” a Ponte a Egola e sono invitato a Immaginario Robot a Palazzo Lanfranchi di Pisa.
  2. Sono nella mostra storica di Villa Pacchiani Pestival / La grande metafora 1982, a Santa Croce sull’Arno.

Sono fortunato. Faccio le cose che amo. Anche quelle inutili. Magari non producono denaro, ma le faccio tutte. Ho però i miei tempi, fatti di pause, di impotenza creativa, di crisi cicliche, di raffreddori tremendi, di riflessioni mortali. Insomma una palla che non vi dico.

Mi sento una mina vagante. Sarà vero?

Romano Masoni è inserito nelle antologie: Accadde in Toscana / I Protagonisti di Tommaso Paloscia,edizioniPolistampa, Firenze 1999; L’Anello mancante / Figurazione in Italia negli anni ‘60 e ‘70 di Domenico Guzzi, edizione Laterza, Bari 2002; Storia dell’Arte del 900 / Generazione anni quaranta di Giorgio Di Genova, edizione Bora, Bologna 2009.”

–          Il sangue dei santi, 1994, prova di stampa su carta Vaticano, cera molle, acquaforte e puntasecca, battuta mm 500×390, su foglio di cm 70×50

–          Di quale natura sia il fuoco, 1995, ultimo stato, acquaforte e acquatinta, battuta mm 350×350, su foglio di cm 70×50, esemplare 23/30

–          Impollinazione, 1989, acquaforte, acquatinta e puntasecca, battuta mm 470×370, su foglio di cm 70×50, esemplare 22/30

–          Kantor e la classe morta, 1989, acquaforte e acquatinta, battuta mm 70×60, su foglio di cm 50×35, ultimo stato

 

DONATE AL Mo.C.A. CINQUE ACQUEFORTI E UNA SCULTURA DALL’ARTISTA FRANCO MAURO FRANCHI

 

La collezione permanente della Galleria Civica montecatinese si arricchisce di 6 nuove opere grazie alla generosità di un altro artista toscano

Ancora un ingresso di opere d’arte al Mo.C.A. in questo aprile 2021. Ancora un beaugeste. Ancora da parte di un artista toscano, Franco Mauro Franchi che alla Galleria Civica montecatinese ha donato ben 6 opere, di cui una scultura e 5 acqueforti.

Franco Mauro Franchi è nato nel 1951 a Rosignano Marittimo (Livorno) dove risiede ed opera.

Ha compiuto gli studi artistici presso l’Istituto Statale d’Arte di Lucca e l’Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida degli scultori Vitaliano De Angelis e Oscar Gallo, maestri fondamentali nella sua formazione tecnica e linguistica. Nel 1976 entra, come assistente, alla Scuola di Scultura di Oscar Gallo, presso l’Accademia fiorentina e vi resterà fino al 1989, anno in cui vince il concorso nazionale a Cattedre, classificandosi al primo posto. Gli viene così assegnata la Cattedra di Scultura dell’Accademia di Belle Arti di Foggia che terrà per un anno. Ottenuto il trasferimento su quella di Bologna vi resterà fino al 2000, anno in cui gli viene assegnata la sede di Carrara, Accademia dove ha insegnato fino al 2018 tenendo i corsi di Scultura del Triennio e del Biennio, curando anche la specialistica relativa alla fonderia artistica.

Ha partecipato a numerose e prestigiose rassegne d’arte come “Le Avventure della forma” a Seravezza, Lucca e la Biennale di Venezia Palazzo delle esposizioni di Torino. Ha eseguito opere monumentali per spazi pubblici e privati in Italia e all’estero come Piazza della Libertà a Cecina, Piazza Francia a Firenze, Rue duLevant a Martigny in Svizzera, Mine Yamaguchi in Giappone. Ha vinto premi e tenuto numerose esposizioni personali come quella di scultura e disegni alla FondationGianadda di Martigny Svizzera nel 1991, al Museo Archeologico di Firenze nel 2006 e al Teatro Romano e Museo Archeologico di Fiesole nel 2013. Nello stesso anno le sue opere sono state esposte da settembre a dicembre negli spazi civici della città e nel municipio di Pontassieve.

Sono del 2014 due grandi mostre: “Franco Mauro Franchi. Approdi alla Grande Madre. Sculture, disegni, dipinti” alla Fondazione d’Arte Trossi-Uberti di Villa Trossi a Livorno e la personale di scultura al Castello Ginori di Querceto (PI); nel 2015 con il Gruppo Labronico partecipa alle mostre al Teatro dei Dioscuri del Quirinale (Roma) e a “inVIAGGIO – plurale 34” al Museo Piaggio di Pontedera (PI). Nello stesso anno è a Sassetta (LI) nella rassegna “Quartiere d’Autore” con le sculture installate nel centro storico della città.

Nel 2011 viene invitato alla 54^ Biennale di Venezia nella Sala Nervi del Padiglione Italia al Palazzo delle Esposizioni di Torino e, nel 2013, riceve il titolo di Accademico della prestigiosa Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.

Nel 2016 due sculture vengono esposte nel centro storico di San Miniato (Pi). In quello stesso anno è alla Villa Caruso di Lastra a Signa con una personale dal titolo “Il canto delle Sirene”. Dal mese di dicembre al 30 giugno 2017 tiene un’antologica dal titolo “Terramadre. Forme della seduzione muliebre” presso lo spazio d’arte Ciemmeci di Empoli. Nel 2018 Certaldo (Fi) ospita una personale “Sognando Itaca” di sculture e pitture all’interno del Palazzo Pretorio e nel contesto urbano della città.

Dal 19 aprile 2019 al 6 gennaio 2020 il borgo di Castelfalfi (FI) e il CastelfalfiResort hanno ospitato una sua grande mostra personale “GEA” di scultura e pittura. Dal 14 febbraio al 15 luglio 2020 la mostra “GEA” è stata ospitata nel centro storico e nel municipio di Pontedera (PI). Sempre nel solito anno ha esposto una personale di pittura e scultura presso la Carrara Gallery di Piazza Alberica (MS).

Franchi vive e lavora a Rosignano Solvay (Li).

Le opere donate al Mo.C.A. sono:

– Sirena, 2016, terracotta, cm. 20x40x25 pezzo unico

– Solarium 1, 1982, acquaforte, cm 50×70, prova di stampa

– Solarium 2, 1982, acquaforte, cm 50×70, prova di stampa

– Solarium 3, 1982, acquaforte, cm 50×70, prova di stampa

– Solarium 4, 1982, acquaforte, cm 50×70, prova di stampa

– Solarium 5, 1982, acquaforte, cm 50×70, prova di stampa

FRANCHI FRANCO MAURO, Sirena, 2016, terracotta, cm. 20x40x25 pezzo unico – Donazione dell’artista

FRANCHI FRANCO MAURO, Solarium 1, 1982, acquaforte, cm 50×70, prova di stampa – Donazione dell’artista

FRANCHI FRANCO MAURO, Solarium 2, 1982, acquaforte, cm 50×70, prova di stampa – Donazione dell’artista

FRANCHI FRANCO MAURO, Solarium 3, 1982, acquaforte, cm 50×70, prova di stampa – Donazione dell’artista

FRANCHI FRANCO MAURO, Solarium 4, 1982, acquaforte, cm 50×70, prova di stampa – Donazione dell’artista

FRANCHI FRANCO MAURO, Solarium 5, 1982, acquaforte, cm 50×70, prova di stampa – Donazione dell’artista

 

AL Mo.C.A. 3 NUOVE OPERE GRAZIE ALLA DONAZIONE DELL’ARTISTA GIANNI CACCIARINI

 

Le tre splendide acqueforti dell’artista Cacciarini entrano a far parte della collezione permanente  della Galleria Civica montecatinese

 DELLA DONAZIONE DI N. 3 OPERE DELL’ARTISTA GIANNETTO CACCIARINI”

E’ stata formalizzata in aprile la donazione di un nuovo nucleo di tre opere da parte dell’artista Gianni Cacciarini.

La scala, 1978, esemplare 17/61, acquaforte su zinco, cm 48,5×65,5, foglio cm 59×79

Ombrelli, 1986, esemplare pda, acquaforte su zinco, cm 39×31,2, foglio cm 57×78

Cancello, 2000, esemplare pda, acquaforte su zinco, cm 64,4x 49,5, foglio cm 82×67

Questi i titoli delle tre splendide acqueforti entrate a far parte della collezione della Galleria Civica montecatinese.

Gianni Cacciarini prima di dedicarsi alla pittura pensava di fare l’architetto; ma a quel lavoro egli consacra soprattutto i primi anni dopo la laurea (suoi, ad esempio, i progetti della chiesa di Santa Maria Madre della Chiesa a Pisa e per l’altare della cappella Castellani in Santa Croce, inaugurato nel 1973), senza tuttavia mai rinnegare quella formazione che riterrà anzi importante per la sua poetica d’artista. Così, già ai tempi in cui frequenta l’università di Firenze – città dove è nato – seguendo con particolare interesse i corsi di Leonardo Benevolo, Cacciarini apprende l’incisione dall’amico VairoMongatti, allievo di Morandi, indirizzato ed incoraggiato anche da Roberto Coppini, che lo presenterà poi, qualche anno dopo, a Pietro Annigoni. A quel tempo dipinge anche grandi pannelli, con particolari ingranditi dalle scene delle Battaglie di Paolo Uccello – “quasi un lavoro da architetto”, come lui stesso li definisce -: con questi vince nel 1972 una borsa di studio per i giovani artisti del Comune di Firenze. Ma, per tutto il decennio, Cacciarini preferirà approfondire l’incisione, prima di tornare alla pittura con modi e temi assai diversi.

Del 1973 è la cartella di sei incisioni – Le viti – presentata presso la galleria dell’antiquario Giovanni Conti, dove si svolge il primo contatto dell’artista col pubblico. Immagini delle quali Luigi Baldacci, nel testo che accompagna la raccolta, sottolinea la “forma contenuta e compressa” che evoca “il senso di una prigionia provvisoria”, lodandone l’essere “opera novissima e modernissima (nell’impaginazione degli oggetti, nell’ossessivo fuoco dell’obbiettivo)” che pur affida “all’artigiana esperienza della mano la prima responsabilità del fatto artistico”. Doti che saranno anche apprezzate da Pietro Annigoni, quando, nel 1976, presenta la raccolta edita da ‘Il Torchio’ di Milano, Le fabbriche strutture che Cacciarini contempla sentendosi suggestionato, in un tempo di produzione di massa in cui “l’uomo non può più identificarsi col proprio lavoro”, dal loro apparire “come vecchi utensili in disuso”, da “quel senso di cosa abbandonata”, dal “bilanciarsi sottile di presenza-assenza”.

All’attività di incisore, per la quale ottiene i primi riconoscimenti (nel 1974 vince il premio della critica e dei grafici iugoslavi alla IV Biennale Internazionale della Grafica di palazzo Strozzi, nel 1976 è segnalato da Renzo Biasion per il catalogo Bolaffi della grafica e, da quell’anno, figura nel catalogo della galleria antiquaria Prandi di Reggio Emilia), accosta ora studio della pittura, sotto la guida “discreta ed affettuosa” di Annigoni.

Sarà Maria Pia Gonnelli, nel gennaio del 1978, ad offrire a Cacciarini la prima occasione di esporre le incisioni in una personale, alla Libreria Antiquaria: oltre alle Viti ed alle Fabbriche, si trovano le prime nature morte e vedute urbane, scorci di muri di Firenze, ed il catalogo accoglie i testi di Baldacci, Annigoni e Cacciarini già ricordati. Egli partecipa inoltre alla IV Rassegna della grafica di Forlì (organizzata dal centro Internazionale della grafica di Venezia) e alla Biennale nazionale di arte figurativa di Imola e, nel novembre, espone alla galleria ‘La papessa’ di Roma.

Nello stesso anno la grafica di Cacciarini figura alla mostra newyorkese New talent in Printmaking, della Associated American Artists, ed è notato dal collezionista John Rosenwald che sceglierà poi gran parte dei suoi lavori, ora nelle collezioni della National Gallery di Washington. L’esperienza figurativa americana ha d’altronde un certo rilievo nella formazione di Gianni; oltre a prendere lezioni dall’incisore Denis Olzen, egli – come noterà Antonio Natali nel catalogo del 1988 sui Dieci anni di acquisizioni del Gabinetto dei Disegni e Stampe degli Uffizi (le prime incisioni di Cacciarini furono acquistate nel 1978) – accoglie influenze dalla pop-art, che si rifletteranno anche nei dipinti. Ma l’interesse per l’arte contemporanea, anche inglese (specie per Bacon, Freud e Hockney) convive sempre con il colloquio costante con antichi maestri, tra cui i prediletti sono Pontormo, Rosso, Rembrandt, Caravaggio, Velzquez, Vermeer, Chardin, Turner, Ingres.

Dal viaggio in Inghilterra nel 1978, compiuto insieme all’amico Roberto Coppini, nasce la Suite inglese, composta da poesie di Coppini e da quattro acqueforti del Nostro, che non ‘illustrano’ quei testi ispirati a paesaggi, ma, per via analogica, esplorano un mondo immobile di oggetti, di piccole cose ov’è l’essenza del gusto inglese: fiori di carta e di vetro, paralumi leggeri e pesanti, trombe di vecchi fonografi, ferri battuti e calamai di cristallo, che Carlo Sisi assimilerà (nel 1989) agli “scandagli sottomarini di OdilonRedon”. Per la presentazione di quell’opera raffinata, edita dalla stamperia ‘Il Bisonte’, Maria Luigia Guaita allestisce anche, nel gennaio del 1979, una personale di Cacciarini.

Nel 1980 giunge il momento della prima mostra di pittura, allestita alla galleria Vallardi di La Spezia: quasi una sorta di ‘prova generale’, dell’esposizione alla galleria L’Indiano di Paolo Marini a Firenze, che, anche nel ricordo di Gianni, fu la prima importante verifica del suo lavoro. Tuttora fondamentale per intendere la poetica di Cacciarini resta lo scritto introduttivo al catalogo di Carlo Ludovico Ragghianti, dove si dissipa sul nascere l’equivoco del trompe l’œil che avrebbe potuto attribuirsi a quelle opere se considerate con sguardo distratto, o non colto; quelle nature morte sono infatti composte in “organismi propriamente architettonici”, e dunque, secondo l’esempio di Chardin o Morandi, “non oggetti, ma panorami di edifici di misura palmare” dove “una disciplina rigorosa e limpida investe ogni parvenza e la immobilizza, la cristallizza”. Macchine da scrivere Underwood, una cucitrice di scarpe di Stoccarda, abat-jour in vetro e metallo regolabili, una fiamma ossidrica, ventilatori Marelli, riscaldatori, cacciaviti, bottiglie e bottigliette di inchiostri e di birra, di olii e di acidi, i telefoni, i libri, i registri, i calamai di cristallo tagliato, astucci, lampadine, matite, penne, di cui Gianni tende “nella consuetudine immemore” a far dimenticare allo spettatore “le proprietà funzionali e strumentali, fino a presentarle come “essiccate collezioni, ma trasferite in una sorta di imbalsamazione che sconfina in un’archeologia remota, un presente o un prossimo passato già leggendario”, dove la tensione si accende fino al culmine d’una “catarsi formale non turbata”.

Gli scenari che crea con gli oggetti vivono delle atmosfere di luoghi che furono altamente evocativi: l’ufficio di suo nonno, Tobia Cacciarini, tipografo, simile nell’immaginazione alla stanza del detective di Chicago degli anni Trenta – un riferimento al cinema, per lui così importante -; o i meandri del laboratorio, dove si aggirava “tra tagliacarte affilati come ghigliottine, cucitrici dentate, barattoli di colla, rifollatrici, rivettatrici, presse, punzonatrici”: strumenti del lavoro quotidiano che divenivano, ai suoi occhi di bambino, mostri animati e inquietanti, e proiettavano le loro ombre minacciose nei grandi saloni del palazzo Visacci, e che ora egli desidera conoscere, dipingere, possedere, studiare, per esorcizzare “quell’antica riverenza o timore”, destinandoli “a ricevere una sorta di investitura simbolica da parte della coscienza e dei sensi” (Cacciarini nel catalogo di Milano, 1994).

In questa via egli muove verso approfondimenti ulteriori; così, nel 1982, espone nuovamente alla galleria L’Indiano, una serie di dipinti da cui scompaiono alcune caratteristiche solo ‘di studio’ che ancora caratterizzavano le composizioni precedenti. Più fiducioso, e forte anche dei riconoscimenti di Ragghianti, Cacciarini – che nel frattempo ha esposto all’estero, alla mostra “Ars sans frontières” della GalerieIsyBrachot di Bruxelles e alla galleria Brookhoven di Amsterdam – trasceglie alcuni elementi, e ne inserisce altri, per creare più movimento.

Sensazioni che Gianni non nega possano risultare riflessi del suo o del nostro inconscio, ma che egli non prova nel comporre; atto che per lui è fonte inesauribile di “divertimento, gioia e amore per gli oggetti”.

Nel 1982 Cacciarini espone alla galleria G.R. di Parma e alla mostra collettiva di Pistoia Ir/Realtà Soggettiva a cura di Tommaso Paloscia, mentre nel 1983 partecipa con la galleria Vallardi di La Spezia alla Expo Arte di Bari (dove una sua opera sarà acquistata dalla pinacoteca cittadina). Altre due personali saranno allestite quell’anno alla Syracuse University di Firenze e alla Vecchia Farmacia di Forte dei Marmi.

Poi, nel 1984, espone in una personale presso la galleria Il Torchio di Modena.

Gli appuntamenti più significativi del 1985, oltre alla collettiva Natura morta presso la galleria L’Indiano di Firenze, sono le mostre personali al Collegio Reale di Spagna di Bologna – con la pubblicazione di una monografia di José Guillermo Valdecasas e Michele Greco – e quelle allestite alla galleria ‘Il segno contemporaneo’ di Brescia, e alla galleria Pananti di Firenze, con la presentazione nel catalogo di Pier Carlo Santini (che inviterà poi Cacciarini alla mostra Continuità di un’esperienza nell’ambito della IX Rassegna nazionale della città di Pistoia). Tra i dipinti esposti quell’anno appare inoltre, quasi fusa nelle nature morte stesse, la figura. Un’esperienza fino ad allora mai tentata, forse anche perché, al tempo in cui Cacciarini aveva frequentato lo studio d’Annigoni, l’anziano maestro non dipingeva più dal modello, ma solo a memoria per i cicli di affreschi. Tuttavia Gianni terrà presente gli insegnamenti appresi per gli oggetti (“In fondo, egli dice, il discorso non cambia poi molto”), desideroso di misurarsi con qualcosa che, pur incutendogli un certo timore, lo attrae in maniera profonda. Tratterà invece nei dipinti una sola volta il paesaggio, preferendo ‘reinventarlo’ nelle incisioni perché, come nel cinema in bianco e nero, così nella grafica, il paesaggio assume un’altra dimensione, fuori dalla realtà che ancor oggi più lo ispira.

Ma nel 1985 Cacciarini si dedica con passione anche ad un’altra ‘opera’: la ristrutturazione, insieme a Daniele Cariani, delle sale al piano terreno di palazzo Visacci-Guicciardini in Borgo degli Albizi (l’ufficio-officina di suo padre e di suo nonno), in cui trasferisce lo studio, ed anche l’abitazione, prima in via della Pergola: un luogo di grandissimo fascino, dove gli affreschi settecenteschi (le prospettive e le rovine classiche dipinte, di Andrea Landini e le figure di Giovanni Cinqui), fan da cornice a scelte raffinatissime, e talvolta ardite, degli arredi: l’insieme appare notturno e teatrale, palpitante di ombre e luccichii metallici, ma nello stesso tempo intimo e disarmato, come nei dipinti di Cacciarini, dove architetture di oggetti attendono l’appassionato srotolarsi di un nastro di seta.

Quelle stanze, allestite da Daniele Cariani, non sono solo il luogo di ritiro del pittore, ma uno spazio pienamente vissuto ove la sospensione degli altri ambienti si addensa sugli strumenti del lavoro di Gianni e sulla collezione di pellicole cinematografiche. L’attrazione per il linguaggio cinematografico (“ciò che forse mi sarebbe piaciuto fare se non fossi divenuto pittore”) lo porta a sperimentare due cortometraggi con oggetti che si animano. Una medesima passione – che traspare del resto in alcuni suoi dipinti, specie nei più recenti – prova egli per il teatro e per l’opera; cura infatti alcuni progetti scenici, come quello, nel 1988, per la commedia settecentesca di Giovan Battista Andreini, scritta per la corte di Francia e messa in scena al castello di Ischia.

Nel 1986, oltre alle rassegne collettive (Conservatorio di San Michele a Pescia, galleria L’Incontro d’Arte di Roma, La presenza, l’oggetto, la luce alla galleria Vallardi di La Spezia,) si annotano, per la pittura, le mostre personali all’Arco ’86 di Madrid (con la galleria Michaud di Firenze) e all’Arte Fiera di Bologna (con la galleria Alain Blondel di Parigi); infine la prima Biennale Internazionale della Grafica Tono Zancanaro di Vico d’Elsa.

L’anno seguente il Nostro espone nuovamente alla galleria L’lncontro di Roma i suoi oggetti, che appaiono – come osserva Dario Micacchi nel catalogo – simile a pietre dure, “scandagli del tempo” che si oppongono alla velocità con la quale sono consumate, nei decenni presenti, cultura ed arte e “ci rendon consapevoli di un tempo altro della vita e dell’immaginazione”. Sempre nel 1987 Gianni espone da Pananti a Firenze e al Castello di Mesola nella mostra La natura morta nell’arte italiana, a cura di Vittorio Sgarbi. Questi, nel volume Natura morta contemporanea, edito nel 1988, inserisce i dipinti di Gianni tra gli esempi di “pittura colta”, evidenziandone, pur nella scelta del “repertorio tecnologico un po’ antiquato, con il sapore dei primi del secolo, in accordo con le sue origini fiorentine”, “il taglio dell’immagine sempre rigoroso, geometrizzante, come se, in tralice, le composizioni, mutati gli oggetti, riproducessero il ritmo morandiano”.

Nel 1988 Cacciarini, che non ha abbandonato l’incisione, espone alla Biennale della Grafica della pinacoteca Alberto Martini di Oderzo (dove tornerà anche nel 1990), all’Istituto italiano di cultura di Vienna e alla galleria L’Incontro di Ancona, insieme a Bodini, Cazzaniga, Piacesi, Stelluti e Trubbiani, in occasione dell’edizione di una cartella di sei acqueforti. Per la pittura partecipa invece all’Expo di Bari e alle collettive della galleria L’Incontro d’arte di Roma, e a quella intitolata Pittura e immagine dell’uomo all’Accademia delle arti del disegno di Firenze dove espone una delle sue ultime opere, l’”Autoritratto con distillatore”, presenta inoltre alla galleria Humus di Firenze, un dipinto di grandi dimensioni, Macchine amiche, in cui ritroviamo il panno rosso, di pontormesca memoria.

All’inizio del 1989 la galleria Pananti di Firenze dedica a Cacciarini una mostra retrospettiva delle sue incisioni, da quelle ormai ‘storiche’ del 1973 fino al 1988. Nel saggio introduttivo al catalogo (poi ripubblicato nella rivista Artista dello stesso anno), Carlo Sisi riflette sugli ultimi mutamenti avvenuti nella pittura di Cacciarini, dove accanto alle “macchine celibi”, è apparsa la figura, in particolare sotto forma di autoritratto. E, se in quegli oggetti rari, scelti per le loro forme seducenti – ma “anche per la disponibilità a divenire traslati simboli” – si avverte “palpabile la trasfusione dell’anima poetica nella minerale sostanza di reperti estratti dal deposito del sogno e di un personalissimo ‘bello ideale”, nell’autoritratto Sisi vede esplicita “la palese confessione di un narcisismo sofferto e fecondo, prima solo consegnato alla dialettica segreta dei suoi oggetti-parola”.

Ancora nel 1989 Cacciarini espone i suoi dipinti alla Galerie Cobra di Parigi, alla galleria Spagnoli a Lugano, a L’Incontro d’arte di Roma, e a Firenze, nell’ambito del salone Internazionale d’arte; partecipa inoltre alla collettiva In perfetto disordine della galleria L’Incontro di Ancona. Lì torna anche nel 1990 in due diverse occasioni: la collettiva Immaginazione poetica ed una personale, che reca l’introduzione al catalogo di Franco Simongini. Di quell’anno sono inoltre la personale di Buti (Imago delle mie brame) e la collettiva ai Bottini dell’Olio (Livorno), Il reale, l’essenziale, l’ironico.

Nel 1991 le opere di Cacciarini saranno presentate dalla galleria MarijskeRaaijmakers a Velno e all’Arte Fiera di Maastricht, ed egli parteciperà alla mostra di Mesola Il ritratto nel Novecento, con Il ritratto di Jonathan Turner, critico di fama internazionale. In dicembre le incisioni di Gianni figurano alla galleria La Soffitta e, durante l’inaugurazione, è presentato un film sulla sua pittura: Le meraviglie del quotidiano di Massimo Beccattini con testo di Pier Francesco Listri. L’anno seguente espone a Roma (galleria L’Incontro d’arte), al Centro culturale Paggeria di Sassuolo e a Bari, presso la galleria Esposito.

Del 1993, oltre alla personale di pittura presso la galleria Realisten de l’Aja, si ricorda la mostra di incisioni, nuovamente da Pananti a Firenze (e poi a Fabriano), insieme a quelle di Roberto Stelluti. Artisti definiti entrambi, nella presentazione di Gabriele Simongini, “eccentrici”, e tesi alla “difficile conquista di una bellezza appartata, sia nei temi che nella perfezione tecnica, vibrante di risonanze profonde”, così diverse e lontane dalla banalità di immagini “pseudomoderne”.

Nello stesso anno l’iter artistico di Gianni è esaminato anche da Giovanna Uzzani ne La pittura in Italia. Il Novecento (Milano, Electa), ove si annota come, nelle tavole di quel momento, egli sia giunto ad isolare “una forma muta, avvolta di luce acida, in sfondi dai colori aggressivi e antinaturalistici, evitando così gli equivoci dell’intimismo e giungendo ad una nuova, astratta monumentalità”.

All’inizio del 1994 dieci dipinti figurano da Giulio Residori allo Spazio Ergy di Milano, accompagnati da una breve monografia dal titolo Oggetti del desiderio nella quale, oltre all’introduzione di Residori, lo stesso Cacciarini spiega – con parole ed argomenti già ricordati sopra – l’origine dell’ attrazione per gli “immoti protagonisti della sua pittura”. Ma se nella mostra di Milano figurano soprattutto nature morte – tra cui le immancabili macchine da scrivere (che perfino UweBreker – il più grande collezionista del mondo di quello strumento – ed anche la Olivetti gli commissionarono) – Cacciarini si dedica molto, in questi tempi, alla figura, ispirato da quella “eccitazione visiva, tattile” che certi grandi del passato, come Pontormo, Rosso, ma anche Velzquez gli suscitano: lo anima la volontà di cambiare sempre “perché se una cosa mi viene a noia è orribile, non c’è più l’interesse della scoperta”.

Dal 1991, Gianni, al di fuori dei viaggi all’estero, divide il suo tempo tra Firenze e Lattaia, in Maremma, dove con Daniele Cariani ha sistemato una casa che fa parte di un piccolissimo borgo, “tra boschi e bovi”, come recita il titolo della ‘stagione’ estiva di mostre e rassegne cinematografiche che i due artisti organizzano. Infatti, dal grande prato orlato da un percorso di rose, si accede ai porcili che offrono, negli stalletti, gli spazi espositivi per fotografie, sculture o pitture. Poi, attraverso una breccia nel muro si apre un ambiente basso, quasi una grotta con un gesso di Diana cacciatrice, dove inizia la casa, anch’essa pensata come un percorso; al piano superiore i trionfi di bucrani sui caminetti, il lampadario di fiori di carta, gli oggetti e i molti dipinti alle pareti, danno un’impressione di folta e incessante crescita, come la vegetazione che, dietro la cucina, rigogliosa e potente avvolge senza regola i pali, sale sul muro lasciato sbrecciato, quasi un rudere; tutto si anima poi negli smalti accesi, lampone e smeraldo, che sottolineano certi ambienti: battiscopa, fregi, pareti intere che illuminano gli oggetti come i nastri di seta lucida nei dipinti di Cacciarini.

A Lattaia Gianni, almeno per ora, non ha mai dipinto: il tempo gli è mancato, ma forse, anche in un futuro gli sarà difficile comporre lontano da Firenze, città a cui è legato da sentimenti contraddittori, ma che gli dà molto sul piano dei rapporti umani, e le atmosfere di quegli scambi portano linfa alla sua pittura: e nelle notti estive gli amici, ma anche visitatori più occasionali sono accolti sul prato di Lattaia, dove, sul grande schermo, si proiettano, a tema, cult-movies alternati ad altre pellicole insolite.

Dell’inverno del 1994 è la prima retrospettiva delle opere di Cacciarini, allestita al Palazzo Comunale di Pistoia, a cura di Chiara d’Afflitto, Antonio-Natali, Carlo Sisi, corredata da un catalogo che accoglie contributi critici di Sisi (Gianni Cacciarini in progress) e di Natali (La memoria delle cose), ma anche di Luigi Baldacci (Cacciarini uno e due), Roberto Fedi (Gli oggetti desueti di Gianni Cacciarini) e Giovanna Uzzani (Legittimità di ricerca); la stessa mostra, dove sono presentati anche i grandi quadri di nudo, Franck e macchine del ’92, la Serie omerica del ’93 e Panatenee, del ’94, sarà poi riallestita nel ’96 a Piombino, e, con poche varianti, ai Magazzini del Sale del Palazzo Pubblico di Siena.

A ripercorrere i saggi di quel catalogo – che storicizzano il lavoro di Cacciarini, dopo quasi un ventennio di attività dell’artista, ed offrono ulteriori e più ampi spunti di lettura – si avverte in particolare l’interesse per l’immissione, ormai decisiva, non più occasionale, della figura umana nelle sue opere. Se infatti gli oggetti presentati ora a coppie, “quasi metope sottratte” ad un “tempio dechirichiano”, paiono “sempre più impassibili e sigillati entro un involucro di materia perenne”, Sisi legge, nei quadri di figura, e specie in Panantenee, “un’intensa applicazione alla calma antica dei modelli in posa, ultimo approdo di una passione oggettivante che non può tuttavia eludere, per il protagonismo dell’uomo, almeno una traccia raggelata di passioni”. E Natali scopre in Panatenee una mutata relazione tra figure e oggetti, recante, nelle anatomie, nelle scelte cromatiche e perfino nei geometrici incroci prospettici, un’eco di Rosso Fiorentino. Simili riferimenti evoca anche Baldacci, osservando l’”evidenza barbara d’iperrealismo” dell’arte di Cacciarini, e più precisamente la “visione pop realizzata con una sovraesposizione, sicché le luci sono come calcinate addosso ai corpi e alle cose”, cui si unisce però, nella composizione di nudi, un’aria da Visitazione del Pontormo, come “accecata dal bagliore di un’esplosione atomica”. Roberto Fedi, dal canto suo, sottolinea quanto le figure di Cacciarini paiano frutto “di una selezione dell’esistente”, nutrite di “memoria letteraria e di procedimenti mentali e, direi, verbali”.

Quel periodo è legato anche al distacco dall’ex-studio di Annigoni, dove Cacciarini, dopo la scomparsa del maestro, aveva continuato a dipingere la mattina, quando la luce da nord rendeva appassionante disporre gli oggetti sul tavolo di posa. Un evento che l’artista recepisce come “un taglio del cordone ombelicale”, una forzatura; ma quel mutamento reca poi i suoi frutti, giacché, nelle stanze di palazzo Visacci, Cacciarini non si sentirà più interiormente chiamato a “tenere accesa la fiaccola di Annigoni”. Dopo aver lasciato quel luogo, egli affronterà con molto entusiasmo il ritratto, quasi più libero di cimentarsi, ma su un altro registro, con un genere proprio del suo maestro. Lo studio si popola così di grandi ritratti femminili e maschili, in cui le figure sono ‘messe in scena’, in un contesto debitore a quell’immaginario cinematografico che va prendendo spazio nella sua opera e che porterà poi al ciclo di quadri esposti alla mostra Cinematografie (1999), frutto di un’unica concezione, ma risultato di quasi due anni di lenta meditazione (è di quel tempo, d’altronde, l’acquisto di un nuovo proiettore ad alta definizione e la sostituzione del vecchio schermo con uno più grande). Un periodo che segna anche il ritiro da appuntamenti espositivi, se si eccettuano l’esposizione nel ’97 alla Bai Gallery di New York, e, nel ’98, la partecipazione alla mostra “Pittori italiani al Museo italo americano di San Francisco” e quella di nature morte, un genere mai abbandonato, alla galleria Ninni Esposito di Bari.

Poca vita pubblica dunque, specie a Firenze, ma due viaggi, uno in California, l’altro in Oriente e poi, soprattutto, l’immancabile rifugio di Lattaia. Alle proiezioni di film e alle mostre fotografiche o di scultura si aggiunge, nell’agosto del 1996, un nuovo evento “Poeti a Lattaia’, ovvero l’incontro di giovani che recitano i loro componimenti di fronte ad un pubblico che ne segue le performances spostandosi nei diversi luoghi del giardino, e nell’uliveta dove era stata allestita una scenografia.

Da quelle occasioni ha origine la concezione del catalogo della già rammentata mostra Cinematografie del dicembre 1999, curata da Carlo Falciani e Simone Giusti, nella quale alcuni autori (tra gli altri, Valerio Aiolli, Elisa Biagini, Roberto Balò) si sono confrontati con l’universo pittorico di Cacciarini, scrivendo poesie o prose ispirate al ciclo delle sue opere più recenti ed egli stesso ha accettato questo ‘scambio’, riconoscendo in quelle scritture una qualche eco dei suoi dipinti.

Nel nuovo millennio Gianni si è dedicato molto alla ritrattistica, anche a figura intera; e sono stati proprio quegli studi ad ispirare i dipinti su cartone di particolari anatomici del corpo e di fattezze dei volti, indagati, questi ultimi, con maggior attenzione, più che alla forbitezza della forma, al carattere introspettivo del modello.

Tra gli eventi espositivi cui Cacciarini ha partecipato, pur dedicandosi ad una vita più ritirata, si ricorda la personale di Falconara Marittima (2002), poi, nel 2003, la collettiva La ‘maniera moderna’ del Rosso Fiorentino e la pittura di oggi, curata da Carlo Falciani al Museo Sandro Parmeggiarri-. di Rezzano (Ferrara), dove presenta Bacco e Nettuno, opere poi esposte anche alla galleria L’Incontro d’arte di Roma insieme ad un grande Autoritratto del 1992. Sempre del 2003 è la donazione agli Uffizi del suo più recente Autoritratto; ed agli Uffizi presenta e regala anche Il grande gazebo, una delle ultime incisioni, confermando la passione per una pratica cui egli non ha mai cessato di dedicarsi. Del 2004 è infine un’antologica, in particolare di nature morte, al Fortino Napoleonico di Ancona; ed altre nature morte sono state esposte alla Strozzina (Palazzo Strozzi) nella mostra su Il genio fiorentino del ‘900.

E opere di Cacciarini sono presenti pure nella Raccolta degli Autoritratti della Galleria degli  Uffizi, nel Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi, della National Gallery of Art di Washington, del Fine ArtsMuseums di San Francisco, presso la Raccolta Bertarelli di Milano.

CACCIARINI GIANNI, La scala, 1978, esemplare 17/61, acquaforte su zinco, cm 48,5×65,5, foglio cm 59×79 – Donazione dell’artista

CACCIARINI GIANNI, Ombrelli, 1986, esemplare pda, acquaforte su zinco, cm 39×31,2, foglio cm 57×78 – Donazione dell’artista

  CACCIARINI GIANNI, Cancello, 2000, esemplare pda, acquaforte su zinco, cm 64,4x 49,5, foglio cm 82×67 – Donazione dell’artista

 

AL Mo.C.A. CINQUE NUOVE OPERE GRAZIE ALLA DONAZIONE DELL’ARTISTA ANDREA GRANCHI

 

La collezione della Galleria si amplia ancora grazie al beaugeste del noto pittore fiorentino

Con Delibera di Giunta Comunale approvata ieri si chiude una positiva e intensa campagna di donazioni che ha riguardato nell’ultimo bimestre il Mo.C.A.

 Dopo le opere di VairoMongatti e di Rodolfo Ceccotti, la sezione del Disegno e della Grafica d’arte della Galleria municipale si arricchisce di 5 opere di Andrea Granchi.

Andrea Granchi, artista, film-maker, curatore e docente, nasce a Firenze l’11 giugno 1947. Si diploma all’Accademia di Belle Arti nel 1969, vince il Premio del Comune di Firenze per giovani artisti nel 1966 e il Premio Stibbert per la pittura nel 1971. È riconosciuto come uno dei protagonisti del Cinema d’Artista italiano, ambito nel quale ha realizzato numerosi lavori “… tra i più lucidi, ironici, perfetti film d’artista, un genere che in Italia ha portato avanti tra i primi…” (L.V. Masini, 1989), e curato rassegne di carattere internazionale (1976-80) sia in Italia che all’estero (Parigi Centre G. Pompidou-CinémathèqueFrançaise, Philadelphia). Tra le numerose partecipazioni si segnalano la Biennale di Venezia (1978 e 2011), la Triennale di Milano (1981), la Quadriennale di Roma (1986), Arte Italiana Oggi (Stockolm 1987), Estecne (Valencia, Palau de La Scala, 1990), Cinema d’artista in Toscana (Centro L. Pecci di Prato, 2004), Viaggiatori sulla Flaminia (Museo dell’Emigrazione, Gualdo Tadino, 2006). Tra le più recenti quelle per Lo sguardo espanso. Cinema d’artista italiano 1912-2012 a Catanzaro (2012) e Luce. Scienza Cinema Arte (Palazzo del Governatore, Parma, 2015). Nel 2017 Due suoi film sono stati acquisiti dal MAXXI di Roma in occasione di “Doppio schermo. Film e video d’artista in Italia dagli anni ’60 ad oggi” a cura di Bruno Di Marino. 

È tra i primi a realizzare lavori in cui riunisce elementi plastici con proiezioni di immagini in movimento, film, fotografie e suono (L’allegro e il Pensieroso per “Camere incantate”, Milano, 1980; Il Turco e l’Italiana, film-opera per “Piazza della Palla”, Firenze, 1980; L’Inventore e l’Epigono, installazione filmica per la Triennale di Milano, 1981; Disegno del Tempo, Pinacoteca Civica di Volterra, 2013).

Tra le esposizioni personali si ricordano Inseguitore di Giganti a Palazzo Pinucci a Firenze (1989) a cura di Alessandro Vezzosi e KatalinBurmeister, L’uomo che insegue l’ombra a Lugano (1989) a cura di Giovanna dalla Chiesa, Viaggi obliqui a cura di Lara-Vinca Masini alla Tour Fromage di Aosta (1993), Andrea Granchi. Cronaca di una città ferita a cura dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Firenze al Museo Storico Topografico “Firenze com’era”, 1994; Vicissitudini a cura di Janus per l’Accademia del Disegno (1999),  Destini paralleli al CART di Falconara Marittima (2009) a cura di Stefano Tonti, L’Adret e L’Envers  nel Castello di S. Rhémy-en-Bosses per la Regione Valle d’Aosta a cura di Alessandro Parrella con opere dal 1967 al 2010, l’articolata esposizione antologica Il luogo dove i destini si incontrano nella Pinacoteca Civica di Volterra (2013) a cura di Nicola Micieli, Viaggi immobili alla Galleria del Carbone di Ferrara (2019) a cura di Paolo Volta e Lucia Boni e, nello stesso anno, la personale Andrea Granchi prima mostra del ciclo “Il sacro nell’arte contemporanea” presso il nuovo Museo d’Arte Sacra dell’Abbazia di San Salvatore (SI) a cura di Paolo Castrini.

Ha varie opere in musei e luoghi pubblici, tra cui gli “occhi” delle due vetrate absidali della chiesa della Maddalena a Saturnia (1996) l’affresco con Santa Lucia custode della carità realizzato per il Giubileo del 2000 nella chiesa dei SS. Giuseppe e Lucia a Firenze, Il lungo viaggio dell’uomo, dipinto murale 600×400 dedicato al Pinocchio di Carlo Collodi vincitore di concorso per opere in spazi pubblici del paese di Collodi promosso dalla Fondazione Collodi di Pescia, l’installazione Viaggiatore sedentario di fronte al Grande realizzata per il “Museo a Cielo Aperto” del Comune di Etroubles in Valle d’Aosta (2005); il grande dipinto Follia e Azzardo rivelano il Disegno dell’opera, al Castello Gamba, Museo d’Arte Moderna e Contemporanea della Valle d’Aosta.

Come docente è stato a lungo titolare della cattedra di Pittura nelle Accademie di Belle Arti di Carrara e di Firenze dove ha tenuto, fino al 2012, anche il Laboratorio di “Nuovi Linguaggi Espressivi”, per il quale ha dato avvio ad un nuovo indirizzo di ricerca sul “Libro d’Artista” e una serie di esposizioni e convegni tra cui Oggetto LIBERo (Archivio di Stato di Firenze, 2007). Dal 1992 al 1997 ha curato il ciclo di esposizioni e monografie “Documenti del Novecento” per l’Accademia delle Arti del Disegno. Nel 2010 ha ideato e curato Traiettorie Città delle Arti con l’Accademia di Belle Arti di Firenze, il Conservatorio Cherubini, l’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche e l’Accademia delle Arti del Disegno, intrecciando produzioni di arte contemporanea con seminari storico-artistici, eventi musicali e concerti. Nel 2019 ha ideato e curato Per Leonardo l’arte è libera la Classe di Pittura dell’Accademia delle Arti del Disegno per il V centenario della morte di Leonardo da Vinci.

Nel 2017, in Cina, in occasione della “Phoenix Art Exhibition” nella Città di Fenghuang, a cura della China National Academy of Painting, gli è stato attribuito il “Phoenix Art Award”.

È membro del Comitato Scientifico del nuovo “Polo Culturale Pietro Aldi” museo di interesse regionale aperto nel 2016 a Saturnia e dal 2020 membro del C.d.A della Fondazione per l’Arte Grafica “Il Bisonte”.

È il Presidente della “Classe di Pittura” dell’Accademia delle Arti del Disegno.

Nota Bibliografica:

Numerosi sono i cataloghi di esposizioni e le pubblicazioni monografiche su Andrea Granchi. Tra queste si segnalano la monografia Andrea Granchi. Ironia e trasparenza, a cura di Giovanna dalla Chiesa, Electa, 1989; il catalogo dell’esposizione Andrea Granchi. Viaggi obliqui, a cura di Janus e Lara-Vinca Masini, Fabbri, Milano, 1993; il catalogo dell’esposizione Andrea Granchi. Vicissitudini a cura di Janus, (collana AADFI) Polistampa Edizioni 1999; il volumetto S. Lucia custode della carità che illustra con testi di Antonio Paolucci, Timothy Verdon, Don Giancarlo Lanforti e dello stesso Andrea Granchi il cantiere per la realizzazione dell’affresco omonimo, Polistampa Edizioni, 2000; il catalogo trilingue Andrea Granchi L’Adret et l’Envers, a cura di Alessandro Parrella, Regione Valle d’Aosta, 2010; il catalogo Andrea Granchi. Il luogo dove tutte le strade si incontrano, edito per l’esposizione antologica alla Pinacoteca Civica di Volterra, C.T. Edizioni 2013; il catalogo in forma di libro d’artista Andrea Granchi. Viaggi immobili con all’interno un disegno originale nei primi 75 esemplari e testi di Lucia Poli, Andrea Balzola, Alessandro Vezzosi e Andrea Granchi, Edizioni della Galleria del Carbone Ferrara, 2019; e sempre nello stesso anno il catalogo Andrea Granchi primo volume della collana Il sacro nell’arte contemporanea, con testi di Cristina Acidini, Carlo Prezzolini, Paolo Castrini e Andrea Granchi per l’esposizione nel Museo d’Arte Sacra dell’Abbazia San Salvatore, AZEROprint Marostica 2019.

È inserito nel volume di Lara-Vinca Masini Arte Contemporanea: La linea del Modello, vol. IV, Giunti, Firenze, 1997, pp. 690-692; nel volume Cinema d’artista in Toscana 1964-1980 a cura di Silvia Lucchesi e del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, pp.79-100, 2005; nel volume Generazione anni Quaranta della Storia dell’Arte Italiana del ‘900 – per generazioni di Giorgio Di Genova, Tomo I-II, edizioni Bora, Bologna, 2009, e, più recentemente (2013), nel volume “Lo Sguardo Espanso. Cinema d’artista italiano 1912-2012” a cura di Bruno Di Marino, Marco Meneguzzo e Andrea La Porta.

Per il Corso di Laurea in Storia dell’Arte dell’Università degli Studi di Firenze, su indicazione della docente Maria Grazia Messina, è stata affidata, nell’anno accademico 2015-16, a Priya Baldazzi la tesi Andrea Granchi. Contributi ed invenzioni per una teoria critica del film d’artista.

Granchi ha donato al Comune 5 opere:

 

  1. Colosso Toscano, 1991, litografia a 6 colori, misure 60×80, Palazzo dei Vini editore, Raffaello Becattini Edigrafica stampatore.

 

  1. Tutti per uno, 2001, litografia a 5 colori, misure 35×50, Progresso Grafico di Torino editore e stampatore.

 

  1. Davide e Goliath, 1988, litografia a 11 colori, misure 76×56, Renzo Spagnoli Arte editore, Umberto Peroni stampatore.

 

  1. Annunciazione pop barocca, 1968, Acquaforte 50×50 su carta Magnani di Pescia 70×70, tiratura 1/20 arabi più I/X romani, edizione 2020 a cura dell’autore, Filippo Becattini Edigrafica stampatore.

 

  1. La strada per salire al monte, 2001, acquaforte e acquatinta a due colori 30×42 su carta Magnani di Pescia 50×70, tiratura I/XXX romani, edizione dell’autore, Raffaello e Filippo Becattini Edigrafica stampatori.

“Non posso celare una certa soddisfazione per l’approccio positivo e di stima verso la città di Montecatini Terme che ho riscontrato negli interlocutori avuti in questi mesi” afferma l’Assessore alla Cultura Alessandro Sartoni. “Si è aperto un circuito virtuoso che potrebbe portare ad ulteriori positive sorprese, tutte tese alla qualificazione ulteriore del nostro patrimonio culturale per renderlo sempre più interessante agli occhi degli esperti della materia, degli ospiti della città e di tutti coloro che anche per motivi di studio possono aver piacere a visitare il Mo.C.A.”.

GRANCHI ANDREA, Colosso Toscano, 1991, litografia a 6 colori, cm 60×80, Palazzo dei Vini editore, Raffaello Becattini Edigrafica stampatore – Donazione dell’artista

GRANCHI ANDREA, Tutti per uno, 2001, litografia a 5 colori, cm 35×50, Progresso Grafico di Torino editore e stampatore – Donazione dell’artista

GRANCHI ANDREA, Davide e Goliath, 1988, litografia a 11 colori, cm 76×56, Renzo Spagnoli Arte editore, Umberto Peroni stampatore – Donazione dell’artista

GRANCHI ANDREA, Annunciazione pop barocca, 1968, Acquaforte, cm 50×50, su carta Magnani di Pescia 70×70, tiratura 1/20 arabi più I/X romani, edizione 2020 a cura dell’autore, Filippo BecattiniEdigrafica stampatore – Donazione dell’artista

GRANCHI ANDREA, La strada per salire al monte, 2001, acquaforte e acquatinta a due colori, cm 30×42, su carta Magnani di Pescia 50×70, tiratura I/XXX romani, edizione dell’autore, Raffaello e Filippo BecattiniEdigrafica stampatori – Donazione dell’artista

Mo.C.A.. Donazione Ceccotti. 

Con il ritorno in zona arancione della Toscana, il Mo.C.A. torna a essere chiuso al pubblico.

Il suo patrimonio, tuttavia, continua ad arricchirsi di nuove e prestigiose opere nel segmento della grafica d’arte. Dopo le acquisizioni al patrimonio del Mo.C.A. di 3 opere di Vairo Mongatti, di un’opera di Ugo Capocchini e un’altra di Achille Lega, a far parte della collezione della Galleria Civica montecatinese entrano 3 lavori di Rodolfo Ceccotti, dopo un incontro nel suo studio con l’Assessore alla Cultura Alessandro Sartoni.

Accademico Ordinario all’Accademia delle Arti e del Disegno di Firenze, Rodolfo Ceccotti coniuga da sempre l’attività di pittore a quella di incisore; fino al 2010 è stato titolare della cattedra di Tecniche dell’Incisione all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dopo aver insegnato a lungo all’Accademia di Belle Arti di Carrara. Dal 1996 è direttore didattico della Scuola Internazionale per la Grafica d’Arte Il Bisonte di Firenze.

In amicizia coi poeti Gatto, Gherardini e Betocchi e con i pittori fiorentini Capocchini, Vignozzi, Caponi, Scatizzi e Tirinnanzi, poco più che ventenne vince una borsa di studio per giovani artisti del Comune di Firenze. Invitato alle mostre del Fiorino nel 1971, 1973 e 1977. Tiene la sua prima mostra personale alla Galleria Inquadrature nel 1974. Nello stesso anno esegue le vetrate per la chiesa di San Silvestro a Tobbiana di Prato. Dall’anno successivo inizia a tenere personali in varie città italiane, fino al prestigioso invito per un’ampia antologica al Centro Culturale Olivetti di Ivrea del 1979. I temi caratteristici della sua pittura sono delineati: orizzonti di cieli aperti solcati da nuvole, con profili di alberi, cespugli o casolari solitari.

Nel 1979 Carlo Ludovico Ragghianti gli affida il corso di disegno all’Università Internazionale dell’Arte di Firenze. Nel 1984 è tra i cinque artisti scelti da Leonardo Sciascia per la mostra milanese “Artisti e Scrittori” alla Rotonda della Besana e successivamente a tenere una personale a Palermo alla galleria “La Tavolozza”; nello stesso anno Tommaso Paloscia lo segnala nel catalogo della Grafica Mondadori.

Una nuova svolta si riscontra nei dipinti e negli acquerelli dopo un viaggio in Sicilia nel 1986, con i cieli dai colori accesi che coprono spazi deserti: opere di questo periodo sono presenti in due personali – alla Galleria Pananti di Firenze nel 1987 e alla Tavolozza di Palermo nel 1988. Nel 1990 tiene una personale a Piombino e nel 1991 presenta alla Fortezza Doria di Portovenere molti lavori, esposti insieme a quelli di Piero Vignozzi.

Fra le principali mostre di incisione ricordiamo: “L’immagine del Segno 1940- 1990”, Villa Renatico Martini, Monsummano Terme; “Dieci anni di acquisizioni 1984-1990”, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi; “Firenze 4 novembre 1966, trent’anni dopo”, Il Bisonte, Firenze; III Biennale per l’Incisione, Rotary Club, Acqui Terme, Ovada; XIV Premio Internazionale di Biella; “Attualità della tradizione – Incisori per Il Bisonte”, Museo Marini, Firenze; “Presenze dell’Arte Incisoria nella cultura contemporanea – Opere dei maggiori artisti contemporanei del Novecento”, Museo Civico di Bassano del Grappa; “Il segno e la memoria”, biennale di incisione contemporanea, Premio Tiepolo 2000, Villa Morosini di Mirano. Nel 1997 ha eseguito otto incisioni per illustrare il volume di poesia “Mentira” di Dedy Luziani, edizioni “Il Bisonte”. Nel 2000 con una cartella di incisioni accompagna una nuova traduzione di Elvio Natali delle Georgiche. Una mostra antologica della sua opera grafica e pittorica è allestita alla Galleria Il Bisonte di Firenze nel 1998. Nel 1999 partecipa ad una collettiva sugli artisti legati a Il Bisonte a Tokyo, Edogawa-Ku Center e Yamagata Cultural Center. Nel 2000 ha preso parte in qualità di docente al “Master in Litografia e Stampa d’Arte”.  Nei primi anni del 2000 per l’editore Maschietto&Musolino esce una nuova traduzione delle Georgiche a cura di Elvio Natali accompagnata da otto acqueforti di Ceccotti che ne illustrano le stagioni. 

Partecipa ad importanti rassegne di grafica, fra cui: Presenza dell’arte incisoria nella cultura contemporanea svoltasi al Museo Civico di Bassano del Grappa; Biennale dell’incisione contemporanea Il segno e la memoria villa Morosini, Milano-Venezia. Nel 2001 vince la seconda edizione del premio “Leonardo Sciascia – amateurs d’estampes”, e tiene l’ampia personale Cieli e terre di Maremma al Museo Marino Marini curata da Antonio Natali. Nel 2005 è invitato alla mostra a cura di Raffaele Monti “Percorsi della pittura figurativa del ‘900 fra Toscana e Firenze” presso la Strozzina di Firenze. Nel 2007 Vittorio Sgarbi lo invita alla mostra “Arte Italiana – 1968_2007” tenutasi a Palazzo Reale a Milano. Nel 2008 tiene una personale all’Università Internazionale dell’Arte di Firenze, dal titolo “La Cipressa ferita e altre storie” presentata in catalogo dal prof. Francesco Gurrieri (già preside della Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze e firma del vigente Piano Regolatore di Montecatini Terme) e Piero Vignozzi. La Cipressa Ferita è oggetto della donazione del Maestro. Senza attardarsi a ricordare le molteplici collettive a cui ha partecipato in Italia e all’estero in 40 anni di attività, si ricorda che dal 2013 il Maestro è attivo in Cina, con collaborazioni didattiche e mostre di proprie opere sia all’Università Nazionale d’Arte di Lanzhou che all’Accademia di Pittura a Olio presso l’Accademia Centrale di Pechino. 

Le opere oggetto del beau geste dell’artista sono:

  • L’acacia e la luna, 2002, esemplare 22/50 – acquaforte e acquatinta stampata con due matrici – mm 474×333, foglio cm 69,5×50;
  • La cipressa ferita, 2008, esemplare 25/40- acquaforte e acquatinta e bulino mm 587×516, foglio cm 70×59,5
  • Magia, 2016, esemplare 19/20 acquaforte e acquatinta, mm 490×675, foglio cm 54,5×76.

 

 

 

 

Ugo Capocchini, Achille lega. Donazioni Touring.

Grazie alla generosità dei titolari di Touring, attività da anni presente in Via Volturno ed operante nel settore automobilistico, la collezione di grafica d’arte della Galleria Civica cittadina si arricchisce con due nuove opere:

  • Ugo Capocchini, Figura di donna. Acquaforte, 1964. Tirata in 102 esemplari numerati e firmati a matita dall’artista
  • Achille Lega, La Fornace. Puntasecca, 1927. Tirata nel 1932-1933. Cfr. Bartolini S. – Opera incisa di Achille Lega n. LI

Una rapida presentazione dei due autori, il primo dei quali già presente al Mo.C.A. con altra opera, Ritratto di donna, sanguigna su carta avorio, cm 29×20.

Ugo Capocchini, nato a Barberino Valdelsa nel 1901, fu allievo di Carlo Jossi a Poggibonsi, si recò in seguito a Firenze, ove nel corso dell’apprendistato accademico si dedicò allo studio del disegno degli antichi maestri del Rinascimento. Nel 1928 vinse il Premio Panerai con un Nudo disteso, acquistato nell’occasione dalla Galleria d’arte moderna di Firenze. I contatti con Pietro Annigoni, che aveva conosciuto alla Scuola del Nudo, e con altri artisti e intellettuali portarono il giovane Capocchini a partecipare al clima e agli incontri del Caffè delle Giubbe Rosse, ai dibattiti animati dalle riviste «Solaria» e del «Il Frontespizio» diretta da Bargellini, nelle cui pagine furono riprodotti diversi lavori del maestro di Barberino, in cui si apprezzavano «l’inquietudine sommessa, l’introversione, la sensibilità acuta»: inclinazioni emotive e impulsi di una poetica che presto lo porterà allo studio della pittura pompeiana, magicamente declinata nelle esperienze delle vita quotidiana. Nel 1951 vinse il premio Michetti di Francavilla a Mare, nel 1955 “Il Fiorino”, nel 1962 gli fu dedicata un’antologica alla galleria La Strozzina, seguita da un’altra antologica presentata nel 1978 nelle sale di Palazzo Strozzi. Capocchini, con Giovanni Colacicchi, Primo Conti e Rodolfo Margheri, fu tra i maestri più significativi dell’Accademia fiorentina nel corso degli anni ’60 del Novecento, morì a Firenze nel maggio 1980.

Achille Lega, nato a Brisighella nel 1899, trascorse l’adolescenza a Firenze, ove frequentò l’Accademia di Belle arti e la Scuola libera di incisione. Intorno al 1914 frequentò lo studio di Lodovico Tommasi, fu amico di Giovanni Papini e, attratto dal clima della rivista «L’Acerba», collaborò con Soffici, Carrà, Marinetti, Boccioni, Russolo, Maccari e Garbari. Al 1916 risalgono la sua adesione al movimento futurista e la partecipazione al clima artistico del Caffè delle Giubbe Rosse. Nel 1922, presentato da Ardengo Soffici, inaugurò la sua prima personale alla Galleria Gonnelli di Firenze. Collaborò con scritti, disegni e incisioni al «Selvaggio» diretto da Mino Maccari. Alle accensioni futuriste seguirono le meditazioni sulla pittura italiana dell’Ottocento, che portarono l’artista, su impulso di Soffici e di Ottone Rosai, al “richiamo all’ordine” nel flusso di una linea poetica che lo condusse alla produzione di paesaggi di arcaica semplicità, risonanze emotive che si ritroveranno anche nei più giovani artisti pistoiesi ispirati da un equivalente percorso culturale, quali Bugiani, Agostini, Mariotti, presenti con loro opere nella collezione del MoCA. Alla Galleria d’arte moderna di Firenze si trovano di Lega i dipinti Paesaggio del 1925 e Antiche mura del 1932. Nel 1980 Sigfrido Bartolini rese merito al maestro di Brisighella pubblicando il volume Achille Lega. L’opera incisa, edito da Prandi di Reggio Emilia. Lega morì a Firenze nel 1934.

 

 

Vairo Mongatti. Acquisizioni gennaio 2021.

Con piacere annunciamo l’ingresso, all’interno della collezione del Mo.C.A di tre nuove acqueforti, opere del prof. Vairo Mongatti che ha inteso donarle al Comune di Montecatini Terme a seguito di contatti intercorsi con l’Assessore alla Cultura col quale c’è stato un incontro a Firenze lo scorso mercoledi 23 dicembre.

Vairo Mongatti è nato a Firenze nell’ottobre 1934, città ove risiede e lavora nello storico studio di via Dei Della Robbia 82. A partire dal 1963 incide nature morte e paesaggi prevalentemente all’acquaforte, tecnica appresa all’Accademia di Belle Arti della sua città, dove si è diplomato. È stato titolare della cattedra di Tecniche dell’Incisione presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, successivamente a Firenze ove ha concluso la sua lunga esperienza didattica nel 2004. E’ Accademico Emerito. Ha partecipato a numerose rassegne di grafica, fra cui ricordiamo la Biennale internazionale di Palazzo Strozzi a Firenze, le rassegne di Biella, di San Paolo del Brasile, e “Grafica Oggi”, a Torino.

Fra le mostre personali ricordiamo:1994 Spazioergy e Biblioteca comunale “Sormani”, Milano; 1996 Museo d’Arte Contemporanea e del Novecento, “Villa Renatico Martini”, Monsummano Terme (Pt); 1999 Galleria “Il Cubo 2000”, Lanciano (Ch); 2003 Spazio Arte “Le Lance”, Fiesole (Fi); 2007 Palazzo Ghibellino, Empoli (Fi); 2011 galleria Il Bisonte, Firenze. Nel 2006, curata dal critico Corrado Marsan, ha tenuto una mostra antologica con 109 incisioni presso la Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea del Comune di Noicàttaro (Ba). Dal 1972 è inserito ininterrottamente nei cataloghi “Prandi” di Reggio Emilia.

Titoli delle opere: La tedesca, Le rose gialle, Melograna nera. 

 

Telemaco Signorini, Mo.C.A, acquisizioni dicembre 2020.

Alle opere grafiche di Adolfo de Carolis, Max Klinger, Eugene Delacroix, acquisite lo scorso anno alla collezione della Galleria Civica, si uniscono ora tre raffinate acqueforti di Telemaco Signorini (Firenze 1835 – 1901). Figlio di Giovanni, valente vedutista e pittore granducale, Telemaco coltivò gli studi classici (alunno dei Padri Scolopi, ebbe per compagno il Carducci), e quelli artistici sotto la direzione del padre, successivamente frequentò la scuola del nudo dell’Accademia. Fu personaggio centrale tra gli artisti della brigata del Caffè Michelangiolo in via Larga a Firenze, a cui partecipò dal 1855 con Vito d’Ancona, Adriano Cecioni, Angelo Tricca e altri protagonisti della «macchia». Uomo colto, arguto e ironico, il suo spirito mordace ben si delinea nelle pagine di Caricaturisti e caricaturati… e negli articoli pubblicati nel «Gazzettino delle arti del disegno», così come si ritrova nei versi del sonetto Eureka, apparso ne Le 99 discussioni artistiche, che egli pubblicò nel 1877: 

Se avesse qualchedun la gentilezza / di sapermi indicar dove sta il bello, / sia pur sicuro che con gran lestezza / vado a trovarlo e faccio di cappello… 

Toscano di nascita, di vita e probabilmente anche di carattere, non disdegnava sortite all’estero, in particolar modo a Parigi e in Inghilterra.

Nel momento in cui opere di macchiaioli quali Fattori, Lega assieme a due opere di Modigliani sarebbero visibili, covid permettendo, nella Galleria Civica montecatinese, per una coerenza non casuale opere del grande maestro toscano fanno ora il loro ingresso al Mo.CA arricchendo il patrimonio artistico cittadino e rafforzando la presenza di artisti toscani di grande valore.

 Le opere acquisite sono: Da bruco a farfalla, vale a dire il ritratto della giovinetta Paolina, realizzato nel 1871, il lirico scorcio di paesaggio A Settignano e la Figura femminile, tutti lavori che hanno la forza sorgiva del pensiero e del nitido disegno del Signorini, dove, come fu scritto, “in poche linee sdutte si condensa un’osservazione acuta e raffinata, di una passione raccolta e vibrante in sé stessa».

 

 

30 novembre 2020 – In diretta dal Mo.C.A..

L’Assessorato alla Cultura, in collaborazione con l’Accademia Musicale “Ruggero Leoncavallo”, presenta “In diretta dal Mo.C.A”, una serie di dirette streaming atte a valorizzare il patrimonio culturale della città, ed in particolar modo la nostra Galleria Civica di arte contemporanea, il Mo.C.A – Montecatini Terme Contemporary Art, penalizzata dall’emergenza Covid.

Questa iniziativa si somma a “Mo.C.A online” con cui quotidianamente sui social di riferimento si danno informazioni sulle opere a disposizione nella collezione civica con attività anche mirate ai più giovani.

Le dirette proporranno oltre a contenuti musicali, spunti di carattere artistico e culturale, con l’intenzione di rendere omaggio sia ai grandi compositori della musica che nei secoli hanno scelto Montecatini come meta principale dei loro soggiorni, sia alle bellezze artistiche per cui la nostra cittadina termale si distingue.

La prima delle dirette streaming, che avrà la durata di circa 50 minuti, verrà trasmessa lunedì 30 novembre alle ore 11, in occasione della Festa della Toscana, e sarà visibile sulla home del portale www.progettoregionaletoscanamusica.it<http://www.progettoregionaletoscanamusica.it>.

L’evento è destinato prevalentemente a studenti e docenti, ma non solo.

Il programma prevede alcune informazioni generali sulla Galleria Civica e sulla grande tela di Mirò ivi ospitata e richiami ai grandi musicisti che hanno onorato della loro presenza Montecatini quali Rossini, Puccini, Mascagni.

Durante la diretta è previsto un intervento del Direttore Generale dell’ U.S.R. – Ufficio Scolastico Regionale, Dr. Ernesto Pellecchia.

 

 

23 novembre 2020. Il Mo.C.A. è… “on line”.

Pur chiuso in seguito alle disposizioni dell’ultimo DPCM in tema di contenimento e gestione della crisi epidemiologica da Covid-19, il MO.C.A. non si ferma! La Galleria Civica montecatinese rimane “aperta” grazie a un progetto pensato e promosso dall’Assessorato alla Cultura, “Mo.C.A. ON LINE”. Rubriche speciali, approfondimenti, attività per bambini saranno pubblicate sul sito e sui social (facebook, pinterest, instagram) del Mo.C.A. a partire da sabato 21 novembre.
E’ prevista la seguente attività: post ogni giorno dedicati alla scoperta di un artista della collezione permanente, focus sui due “grandi” del Mo.C.A., Joan Miró  e Pietro Annigoni per approfondirne vita e opera, video sui capolavori della Galleria e sulle splendide decorazioni firmate Galileo Chini.
E per i bimbi… crucipuzzle, cruciverba, disegni da colorare o in cui andare alla scoperta di particolari e un gioco, “Il mio Miró”, che renderà i più piccoli protagonisti, con i loro disegni, dei nostri social.
Le attività del progetto permetteranno di “visitare” la Galleria da casa, di conoscerne più approfonditamente i tesori e di intrattenere i bambini con passatempi divertenti ed educativi.
Ai social del Mo.C.A. si accede direttamente dall’hompage del sito http://www.mocamontecatini.it/
In attesa di riaprire vi aspettiamo dunque numerosi a “Mo.C.A. ON LINE”!

 

 

 

5 settembre 2020, ore 17.00. Inaugurazione mostra “dalla Macchia a Modì”. 

Sarà inaugurata sabato 5 settembre alle ore 17.00 “dalla Macchia a Modì”, la nuova mostra in programma al MO.C.A. – Montecatini Contemporary Art sino al 10 gennaio 2021. La rassegna, curata dall’Associazione Culturale “L’Albero dell’Arte”, ha per protagonisti i principali nomi di quel movimento che dispregiativamente fu nominato “La macchia” ma del quale fecero parte grandi artisti – e disegnatori – fra cui Fattori, Lega, Signorini, Nomellini, Viani. Rassegna che si conclude con due opere di Amedeo Modigliani che, giovanissimo, a Fattori guardò con stima e ammirazione. Aprono l’esposizione, nel Salone Centrale della Galleria Civica, “Giovani contadini in una radura in riva al lago” e “Spannocchiatrici (o Il canto della sfoglia)” di Adolfo Tommasi, due capolavori della splendida collezione della Società Terme di Montecatini SPA la quale conferma, ancora una volta, la costante e preziosa collaborazione prestata al Comune concedendo gentilmente in prestito al MO.C.A. i suoi tesori in occasione di importanti rassegne. Le due opere sono rappresentative del taglio dato alla esposizione che, partendo dai Macchiaioli e arrivando ad Amedeo Modigliani, si incentra sulla rappresentazione del paesaggio e sulla ritrattistica espresse dai protagonisti dell’innovativo e geniale movimento artistico.     

A luoghi e vedute – di maestri e allievi – sono dedicate le prime due sale, alle rappresentazioni di figure maschili e femminili la sala successiva. La mostra si conclude nella Sala 4 dove, insieme al nostro “Donna avvolta in un volo d’uccelli” di Joan Mirò, sarà possibile ammirare “Donna seduta” e “Ritratto di uomo” disegnati dal peintre maudit, da cui il soprannome di Modì in riferimento al suo cognome e alla sua vita sregolata. Fattori, Signorini, Tommasi Adolfo e Angiolo, Cecconi, Benvenuti e Manaresi, Rey, Bechi, Pagni, Kienerk, Antony De Witt e Focardi, Borrani, Sernesi, Ciani, Bartolena, Sommati, Viani, Michelozzi, Puccinelli e Cabianca, Nomellini, Boldini, De Nittis, Corinna Modigliani, Signorini, Lega, Manaresi, Corcos e Amedeo Modigliani, questi gli artisti le cui opere sono esposte in mostra.        Opere, tutte, che provengono dalla raccolta privata di Carlo Pepi, appassionato collezionista ed esperto conoscitore di Modigliani e dei Macchiaioli, noto per le sue battaglie contro i falsari e per la tutela dell’arte.

 

9 luglio 2020 – Oggi al Mo.C.A. – Montecatini Terme Contemporary Art un ospite d’eccezione, il pittore Paolo Maiani!

Oggi il Mo.C.A. ha avuto il piacere di aprire le sue porte a un ospite d’eccezione, il Maestro Paolo Maiani.
Nato a Pisa nel 1950, Maiani è pittore di livello internazionale che ha realizzato pregevoli opere, oli, tempere e soprattutto affreschi, in molte città d’Italia e d’Europa, degli Stati Uniti, dell’America del Sud e dell’Asia. L’ultimo suo lavoro è un affresco di 154 mq dedicato alla vita di Gesù, nel Santuario di Maria a San Paolo in Brasile.
Accompagnato dall’Architetto, Professore di Storia dell’Arte e Direttore dell’Università “Don Bosco” di Montecatini, Simone Scardigli, e da Dario Donatini, Direttore dell’Istituto Storico Lucchese – Sezione Pescia-Montecarlo-Valdinievole, l’artista è stato ricevuto dall’Assessore alla Cultura, Antonella Volpi.

La visita di Maiani al Mo.C.A. è mirata.
Ventenne, ai tempi in cui frequenta a Firenze l’Accademia di Belle Arti di Pittura e Scenografia con il maestro Gastone Breddo, Maiani conosce Pietro Annigoni e, di passaggio a Montecatini, ha chiesto di visitare la Galleria Civica montecatinese per ammirare “Vita” (1957, olio su carta, cm 620×350), il capolavoro del Maestro milanese.
L’incontro con Annigoni, e la stima da lui dimostratagli come artista e come uomo – Maiani ama definirsi un “francescano nel senso più comunista della cosa”, incidono profondamente nel percorso artistico di pittore pisano.
“Tu possiedi una capacità e una ricchezza interiore tale da riuscire a fare qualsiasi cosa… e farla bene” – questo il giudizio espresso da Annigoni sul nostro ospite.
Il legame tra i due artisti è forte. L’apprezzamento reciproco.
Nel suo lavoro “Dio è morto” (1998, tempera grassa e olio, cm 50×65) facente parte della raccolta di opere dedicate ai testi del cantautore Francesco Guccini, Maiani rende omaggio ad Annigoni rappresentando il Cristo così come Annigoni lo raffigura nel suo capolavoro “Vita” conservato nella Galleria Civica montecatinese: in jeans e con il marchio della coca cola al posto di INRI sulla croce, simboli di un materialismo e consumismo che fanno presagire il nascere di un nuovo Dio, il dio denaro. Anche i personaggi ai piedi del Cristo sono analoghi nelle due opere: figure inquietanti, trasfigurazioni della violenza di un’umanità che ha ormai perso ogni valore, ogni speranza, e anime perdute che rappresentano le personificazioni dei vizi e della dissolutezza del mondo moderno. Quell’unica immagine di speranza, un bimbo vestito di bianco, presente in “Vita” nell’opera di Maiani/Guccini non c’è: lì, Dio è morto davvero.
E nel 1998, nel decennale della morte di Annigoni, Maiani realizza e dona, alla presenza della moglie di Annigoni, Rossella, una “Crocifissione” (tempera, cm 200×150) conservata nella Basilica di Sant’Antonio a Padova.
Per motivi espositivi “Vita” non è al momento visibile. Al suo posto tuttavia, sino al 26 luglio prossimo, un altro capolavoro, i visitatori trovano la “Primavera Classica” (1914, tecnica mista su tela, cm 390×200) di Galileo Chini di proprietà della Fondazione ViValbanca che l’ha gentilmente concesso in prestito al Comune per la mostra in essere, “Montecatini Garden Spa of Europe – La città termale tra Settecento e Novecento” atto dovuto dall’Amminstrazione nell’ambito del complesso percorso che, ci auguriamo, porti Montecatini Terme a essere riconosciuta Patrimonio dell’Unesco.
L’assenza dell’Annigoni è stata tuttavia colmata dalla presenza del nostro Mirò di cui Maiani ha ascoltato davvero interessato la strabiliante storia. Realizzata nel 1980 per essere donata alla città di Montecatini in occasione del “Maggio Mirò” – uno dei più grandi eventi della storia culturale di Montecatini-, “Donna avvolta in un volo d’uccelli” (olio su tela, cm 260×315) è uno dei cinque quadri più grandi al mondo dipinti dallo spagnolo. In questo 2020, la donna per eccellenza di Montecatini compie quarant’anni ma mantiene intatto il suo fascino. In quella tela, dove l’artista catalano esprime tutta la sua rabbia e la sua disperazione per la vecchiaia che incombe e il senso di morte che sovrasta vita – rappresentata dalla donna espressa in flebili pennellate di colore -, c’è il destino di ognuno di noi.
Davanti a “Donna avvolta in un volo d’uccelli” il Maestro e i suoi accompagnatori, di una squisita gentilezza, si sono trattenuti a lungo e hanno promesso che sarebbe tornati per vedere dal vivo l’opera di Annigoni che, gioiello, insieme al Mirò , della collezione permanente, tornerà a troneggiare nel salone centrale della Galleria Civica con la prossima mostra.

 

Acquisizione opere collezione MO.C.A..

Alla collezione del MO.C.A. si aggiungono quest’anno sette opere realizzate da tre autori di grande talento e notorietà.

La scelta tende a incrementare le acquisizioni storiche del MO.C.A, il cui nucleo fondamentale risale alla civica raccolta dei disegni e delle stampe, avviata presso la Biblioteca Comunale, della quale fu pubblicata una prima selezione nel volume Montecatini città giardino delle Terme, edito da Skira nel 2001.

Gli artisti prescelti in questa occasione sono:

Adolfo de Carolis (1874-1928), con una Maternità del 1910. Pittore e incisore di radice simbolista, De Carolis svolse intensa attività di illustratore di opere letterarie, fra cui la Francesca da Rimini, La figlia di Jorio e la Fiaccola sotto il moggio di D’Annunzio, tra le opere pittoriche realizzò il Salone del Consiglio Provinciale di Ascoli Piceno, l’Aula Magna dell’Università di Pisa, il Salone del Podestà di Bologna.

Max Klinger (1857-1920), del quale si acquisiscono tre mirabili incisioni, Kämpfende Centauren (Centauri in lotta) e Bergsturz (La frana) del 1881, seguita da Künstler (Genio Artista) del 1904. Pittore, incisore e scultore, lo svizzero Klinger, creatore di magiche simbologie, studia a Berlino, ove lavora anche nell’atelier di Bocklin, opererà inoltre a Bruxelles, in Austria, a Parigi e a Roma, ove si dedica allo studio della scultura. Stabilitosi a Lipsia in Germania, realizza il monumento a Beethoven che gli darà grande fama. Fra le sue opere pittoriche si ricordano gli affreschi raffiguranti Il Giudizio di Paride e il Cristo nell’Olimpo, oggi nella Galleria di Vienna.

Eugéne Delacroix (1798-1863), integra la raccolta con due incisioni all’acquaforte: Un forgeron (Un fabbro) e Jeune tigre jouant avec sa mère (Giovane tigre che gioca con sua madre), rispettivamente del 1831 e del 1833. Dell’artista, considerato tra i maggiori esponenti della stagione romantica francese – la cui poetica si riversa nel mirabile Diario 1804-1863, «Ciò che esiste in me di più reale, sono le illusioni che creo con la pittura. Il resto sono sabbie mobili» – si ricordano l’Autoritratto conservato agli Uffizi, e dipinti come Il massacro di Scio, La libertà che guida il popolo, Le donne di Algeri.

 

 

 

Mostra “Montecatini Garden Spa of Europe – La città termale tra Settecento e Novecento” – Mo.C.A. – Montecatini Terme Contemporary Art – 21 settembre 2019 / 19 aprile 2020.

Sarà inaugurata sabato 21 settembre 2019, alle ore 17.00, la mostra dal titolo “Montecatini Garden Spa of Europe – La città termale tra Settecento e Novecento” ospitata dal Mo.C.A. – Montecatini Contemporary Art sino al 19 aprile 2020.      

Inclusa all’interno del complesso percorso che, ci auguriamo, porterà Montecatini Terme a essere riconosciuta Patrimonio dell’Unesco, la suddetta rassegna intende raccogliere ed esporre veri e propri tesori artistici della città a testimonianza della sua identità di ville d’eau, proprio per questo prescelta, unica in Italia, come candidata transnazionale Unesco fra le maggiori città termali europee.

Al progetto, patrocinato dalla Regione Toscana e dalla Provincia di Pistoia, partecipano, insieme al Comune di Montecatini Terme, due tra i più importanti Enti della città: la Società Terme di Montecatini SPA e ViVal Banca con la sua Fondazione.

Quest’ultima ha, pochi anni or sono, acquisito la collezione dell’Accademia d’Arte Dino Scalabrino di Montecatini con lo scopo di ridare vita e funzione a questa importante struttura cittadina che nel 2020 finalmente tornerà alla fruibilità di cittadini, ospiti, studenti e appassionati d’arte presso l’abituale sede di Villa delle Ortensie, a pochi passi dalla Funicolare e dalle Terme Tettuccio.

A ospitare la mostra, lo spazio espositivo Mo.C.A. – Montecatini Terme Contemporary Art all’interno del Palazzo Comunale, nei locali al piano terra sede, in passato, delle Regie Poste.

Inaugurata il 4 dicembre 2012 e nata per essere dedicata all’arte contemporanea, la prestigiosa Galleria Civica montecatinese vanta, ad oggi, un’importante collezione composta da oltre 350 opere d’arte fra dipinti, disegni, fumetti e sculture, raccolta nell’ambito della quale spicca il celebre capolavoro di Joan Mirò, “Dona Voltada d’un Vol d’Ocells”, la tela dipinta dal maestro catalano appositamente per essere donata alla città di Montecatini nel 1980 in occasione dell’evento “Maggio Mirò”. E dalla sua inaugurazione i suoi locali hanno ospitato 16 mostre che hanno ottenuto ampio successo di pubblico e significativi riscontri da parte di critici e personaggi del mondo dell’arte.

Grazie alla rassegna “Montecatini Garden Spa of Europe – La città termale tra Settecento e Novecento, la splendida location del Mo.C.A., impreziosita da affreschi e vetrate di Galileo Chini, si presta ad accogliere capolavori quali, dello stesso artista fiorentino, La primavera classica. Due pannelli della sala Maestrovic alla IX Biennale di Venezia (1914 – tecnica mista su tela, cm 390×330) di proprietà della Fondazione ViVal Banca, i disegni realizzati da Ugo Giovannozzi risalenti al 1918 e raffiguranti gli stabilimenti termali della città, le deliziose caricature dei personaggi famosi che li frequentavano nella prima metà del Novecento opera di Romeo Marchetti, di proprietà della Società delle Terme Montecatini, e opere appartenenti alla collezione permanente dello stesso Mo.C.A.. Ad arricchire la raccolta, foto e cartoline e manifesti d’epoca che testimoniano, anch’essi, come Montecatini abbia mantenuto nel corso del tempo, oltre che la sua identità di città termale, il suo volto passato pur assurgendo a città di fama internazionale.

Un evento, dunque, di alto rilievo sotto il profilo culturale, artistico e di promozione turistica, avvalorato dalla qualità delle opere esposte, dalla sinergia creatasi tra vari Enti del territorio ai fini della sua realizzazione e dall’importante contributo fornito nell’occasione dalla Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato e dalla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana.

Un evento cui tutti insieme abbiamo lavorato perché tappa fondamentale nel percorso della città verso l’Unesco, obiettivo per il quale la Municipalità sta lavorando da anni.

 

 

Mo.C.A. The Best prorogata fino al 3 novembre.

 

 

Al cinema e al museo per ammirare le opere di Cezanne.

Mercoledì’ 9 maggio alle 21 al cinema Excelsior si terrà la proiezione del film “Cezanne-Ritratti di una vita” e successivamente verrà organizzata una visita straordinaria e gratuita per tutti gli spettatori alla galleria civica Moca nel palazzo municipale, dove è in corso la mostra “Geniale! Gli invasori dell’arte”, che in un solo mese di apertura ha superato quota 2mila visitatori.

La visita sarà a cura dell’assessore alla cultura Bruno Ialuna, e durante la stessa sarà presentata una nuova acquisizione, ottenuta grazie alle donazioni dei visitatori, più precisamente un’opera grafica originale di Cezanne del 1873, dal titolo “Portrait du Peintre A. Guillaumin au Pendu”, appartenuta a un collezionista privato dell’Ohio.

Per la città e per il Moca si tratta di una novità di grande prestigio, che impreziosisce la collezione e omaggia un pittore tra i più celebri, che ha soggiornato a Montecatini a fine Ottocento.

http://www.valdinievoleoggi.it/a68859-al-cinema-e-al-museo-per-ammirare-le-opere-di-cezanne.html

fonte: Valdinievole Oggi

 

Il museo Moca acquisisce opera di Cezanne: mercoledì film e visita guidata.

Mercoledì’  9 maggio alle 21 al cinema Excelsior si terrà la proiezione del film “Cezanne-Ritratti di una vita” e successivamente verrà organizzata una visita straordinaria e gratuita per tutti gli spettatori alla galleria civica MO.C.A. nel Palazzo Municipale, dove è in corso la mostra “Geniale! Gli invasori dell’arte”, che in un solo mese di apertura ha superato quota 2mila visitatori.

La visita sarà a cura dell’assessore alla cultura Bruno Ialuna, e durante la stessa sarà presentata una nuova acquisizione, ottenuta grazie alle donazioni dei visitatori, più precisamente un’opera grafica originale di Cezanne del 1873, dal titolo “Portrait du Peintre A.Guillaumin au Pendu”, appartenuta a un collezionista privato dell’Ohio.

Per la città  e per il MO.C.A si tratta di una novità di grande prestigio, che impreziosisce la collezione e omaggia un pittore tra i più celebri, che ha soggiornato a Montecatini a fine Ottocento.

http://www.mocamontecatini.it/wp-admin/post.php?post=551&action=edit

fonte: Tutto Montecatini News

 

Il Moca acquisisce un’opera grafica originale di Cezanne datata 1873.

 
Mercoledì  9 maggio alle 21 al cinema Excelsior si terrà la proiezione del film “Cezanne-Ritratti di una vita” e successivamente verrà organizzata una visita straordinaria e gratuita per tutti gli spettatori alla galleria civica Moca nel palazzo municipale, dove è in corso la mostra “Geniale! Gli invasori dell’arte”, che in un solo mese di apertura ha superato quota 2mila visitatori.

La visita sarà a cura dell’assessore alla cultura Bruno Ialuna, e durante la stessa sarà presentata una nuova acquisizione, ottenuta grazie alle donazioni dei visitatori, più precisamente un’opera grafica originale di Cezanne del 1873, dal titolo “Portrait du Peintre A.Guillaumin au Pendu”,appartenuta a un collezionista privato dell’Ohio.

Per la città  e per il Moca si tratta di una novità di grande prestigio, che impreziosisce la collezione e omaggia un pittore tra i più celebri, che ha soggiornato a Montecatini a fine Ottocento.

Fonte: Comune Montecatini

 

Il MO.C.A acquisisce un’opera di Cezanne.

giovedì, 3 maggio 2018, 13:11

Mercoledì’  9 maggio alle 21 al cinema Excelsior si terrà la proiezione del film “Cezanne-Ritratti di una vita” e successivamente verrà organizzata una visita straordinaria e gratuita per tutti gli spettatori alla galleria civica MO.C.A. nel Palazzo Municipale, dove è in corso la mostra “Geniale! Gli invasori dell’arte”, che in un solo mese di apertura ha superato quota 2mila visitatori.

La visita sarà a cura dell’assessore alla cultura Bruno Ialuna, e durante la stessa sarà presentata una nuova acquisizione, ottenuta grazie alle donazioni dei visitatori, più precisamente un’opera grafica originale di Cezanne del 1873, dal titolo “Portrait du Peintre A.Guillaumin au Pendu”,appartenuta a un collezionista privato dell’Ohio.

Per la città  e per il MO.C.A si tratta di una novità di grande prestigio, che impreziosisce la collezione e omaggia un pittore tra i più celebri, che ha soggiornato a Montecatini a fine Ottocento.

Fonte: La Gazzetta di Pistoia

 

Da Telemontecatini Terme, 3 maggio 2018.

Mercoledì’ 9 maggio alle 21 al cinema Excelsior si terrà la proiezione del film “Cezanne-Ritratti di una vita” e successivamente verrà organizzata una visita straordinaria e gratuita per tutti gli spettatori alla galleria civica MO.C.A. nel Palazzo Municipale, dove è in corso la mostra “Geniale! Gli invasori dell’arte”, che in un solo mese di apertura ha superato quota 2 mila visitatori.
La visita sarà a cura dell’assessore alla cultura Bruno Ialuna, e durante la stessa sarà presentata una nuova acquisizione, ottenuta grazie alle donazioni dei visitatori, più precisamente un’opera grafica originale di Cezanne del 1873, dal titolo “Portrait du Peintre A.Guillaumin au Pendu”, appartenuta a un collezionista privato dell’Ohio.
Per la città e per il MO.C.A si tratta di una novità di grande prestigio, che impreziosisce la collezione e omaggia un pittore tra i più celebri, che ha soggiornato a Montecatini a fine Ottocento.
Matteo Baccellini
Ufficio stampa

 

Inaugura al Mo.C.A. “Geniale! Gli invasori dell’arte”.

Sino al prossimo 4 novembre il MO.C.A. – MOntecatini Contemporary Art, la prestigiosa galleria civica montecatinese, ospita la mostra “Geniale! Gli invasori dell’arte”.

Curata dall’assessore alla Cultura, Bruno Ialuna, la rassegna racconta l’evoluzione dell’arte urbana dalla sua nascita, nelle strade di New York, fino alla diffusione in tutti e cinque i continenti. Esposti i lavori di 30 artisti tra i più significativi di questo genere che ha la grande potenzialità di lanciare messaggi diretti, di non fare discriminazioni e di parlare a tutti senza alcuna distinzione.

La Sala 1 è riservata alla storia del Graffitismo e della Street Art. Dalla sua consacrazione ufficiale avvenuta nel 1971 grazie a un articolo del New York Times dedicato a Taki 183, di cui è esposta una litografia appartenente alla Collezione MO.C.A, attraverso i protagonisti dell’ultimo cinquantennio – Toxic e Cope2 attivi fra gli anni ’70 e ‘80 New York, Mike Giant che sulla costa ovest degli Usa alla fine del decennio diventa un mito vivente per i giovani, grazie ai suoi disegni che riproduce su skate, biciclette Bmx e sulla pelle, Blek le Rat che nel vecchio continente influenzerà indelebilmente la scuola europea e i migliori artisti di arte urbana nel mondo e Kenny Scharf – sino ai giorni nostri in cui grandi musei come la Tate Modern di Londra, il Moca di Los Angeles, il Museum of the City of New York, accolgono accurate sezioni di Graffiti e di Street Art.

La seconda sala è dedicata alla Scuola Inglese con opere di Banksy, lo street artist la cui identità, malgrado le numerose ipotesi avanzate, è ancora ignota ma le cui opere da oltre vent’anni animano le coscienze: guerra, corruzione, diritti, non c’è tema sociale o politico che Banksy non abbia messo a fuoco su un muro.

E, ancora, Inkie, Stef Hoodacius, Zeus, Cartrain, Ben Eine e Nick Walker la cui Mona Simpson, qui esposta, nel 2016 fu uno dei pezzi della grande mostra su Leonardo al castello di Close Lucè di Amboise, curata dal Museo Ideale di Vinci.

Protagonista della Sala 3, la scuola Italiana che deve la sua nascita a Paolo Buggiani, originario di Castelfiorentino, amico di Keith Haring, con il quale ha condiviso la recente mostra di Palazzo Medici Riccardi a Firenze. In questa sala artisti quali Zeb, Exit/Enter, Rae Martini, Ache 77, Zed1, Ericailcane, Giovanni da Monreale e Blub che, appositamente per la mostra al MO.C.A., ha dipinto “The Kiss”.

Infine, la Sala Mirò accoglie le star dell’Arte Urbana dei nostri tempi, quelle che è possibile trovare sui muri di tutto il mondo ma anche sui libri di scuola, nelle riviste, nei calendari, nei film, nei videoclip musicali e nei capi di abbigliamento. In mostra, accanto a lavori di El Tono, Swoon, Jr – tutti appartenenti al MO.C.A. -, quelli di Toxic, Clet, Shepard Farey (Obey), Invader e Banksy. La rassegna si chiude con due “chicche”: “Sannio’s Mud Soups” di Biodip e “LV Child” di Beejoir.

Dunque, una rassegna antologica fra le più complete mai realizzate in Italia, un’opportunità per gli appassionati di Arte Urbana di godere di opere importanti, molte delle quali provenienti da collezioni private e un’occasione per chi non conosce la Street Art di scoprire un genere capace di sorprendere, stupire ma soprattutto di far pensare.

L’inaugurazione è fissata per sabato 24 marzo alle 16.30.

 
 

Street art protagonista della nuova mostra al Moca.

 

MONTECATINI – Sino al prossimo 4 novembre il Moca – Montecatini Contemporary Art, la prestigiosa galleria civica montecatinese, ospita la mostra “Geniale! Gli invasori dell’arte”.

Curata dall’assessore alla cultura, Bruno Ialuna, la rassegna racconta l’evoluzione dell’arte urbana dalla sua nascita, nelle strade di New York, fino alla diffusione in tutti e cinque i continenti. Esposti i lavori di 30 artisti tra i più significativi di questo genere che ha la grande potenzialità di lanciare messaggi diretti, di non fare discriminazioni e di parlare a tutti senza alcuna distinzione.

La sala 1 è riservata alla storia del Graffitismo e della Street Art. Dalla sua consacrazione ufficiale avvenuta nel 1971 grazie a un articolo del New York Times dedicato a Taki 183, di cui è esposta una litografia appartenente alla Collezione Moca, attraverso i protagonisti dell’ultimo cinquantennio – Toxic e Cope2 attivi fra gli anni ’70 e ‘80 New York, Mike Giant che sulla costa ovest degli Usa alla fine del decennio diventa un mito vivente per i giovani, grazie ai suoi disegni che riproduce su skate, biciclette Bmx e sulla pelle, Blek le Rat che nel vecchio continente influenzerà indelebilmente la scuola europea e i migliori artisti di arte urbana nel mondo e Kenny Scharf – sino ai giorni nostri in cui grandi musei come la Tate Modern di Londra, il Moca di Los Angeles, il Museum of the City of New York, accolgono accurate sezioni di graffiti e di street art.

La seconda sala è dedicata alla scuola inglese con opere di Banksy, lo street artist la cui identità, malgrado le numerose ipotesi avanzate, è ancora ignota ma le cui opere da oltre vent’anni animano le coscienze: guerra, corruzione, diritti, non c’è tema sociale o politico che Banksy non abbia messo a fuoco su un muro.

E, ancora, Inkie, Stef Hoodacius, Zeus, Cartrain, Ben Eine e Nick Walker la cui Mona Simpson, qui esposta, nel 2016 fu uno dei pezzi della grande mostra su Leonardo al castello di Close Lucè di Amboise, curata dal Museo Ideale di Vinci.

Protagonista della sala 3, la scuola Italiana che deve la sua nascita a Paolo Buggiani, originario di Castelfiorentino, amico di Keith Haring, con il quale ha condiviso la recente mostra di Palazzo Medici Riccardi a Firenze. In questa sala artisti quali Zeb, Exit/Enter, Rae Martini, Ache 77, Zed1, Ericailcane, Giovanni da Monreale e Blub che, appositamente per la mostra al Moca, ha dipinto “The Kiss”.

Infine, la Sala Mirò accoglie le star dell’Arte Urbana dei nostri tempi, quelle che è possibile trovare sui muri di tutto il mondo ma anche sui libri di scuola, nelle riviste, nei calendari, nei film, nei videoclip musicali e nei capi di abbigliamento. In mostra, accanto a lavori di El Tono, Swoon, Jr – tutti appartenenti al Moca -, quelli di Toxic, Clet, Shepard Farey (Obey), Invader e Banksy. La rassegna si chiude con due “chicche”: “Sannio’s Mud Soups” di Biodip e “Lv Child” di Beejoir.

Dunque, una rassegna antologica fra le più complete mai realizzate in Italia, un’opportunità per gli appassionati di arte urbana di godere di opere importanti, molte delle quali provenienti da collezioni private e un’occasione per chi non conosce la street art di scoprire un genere capace di sorprendere, stupire ma soprattutto di far pensare.

L’inaugurazione è fissata per sabato 24 marzo alle 16.30.

 

 

AL MO.C.A. LA MOSTRA “I LOVE BASKET”.

Lo sport più bello del mondo in una rassegna d’opere d’arte e foto storiche. La mostra al Moca resterà aperta fino al 24 settembre.Trenta opere d’arte, foto storiche, ricordi e pezzi simbolo di uno sport da sempre legato a doppio filo a Montecatini Terme. E’ la nuova mostra “I Love Basket”che domani 1° giugno verrà inaugurata al pubblico alle 21,30 al Montecatini Contemporary Art, al piano terra del Municipio: difficile iniziare meglio il mese che vedrà la città impegnata nell’organizzazione del mondiale Fimba di Maxi Basket (il via il 30 giugno) rendendo omaggio a tanti campioni di uno sport amatissimo. “Ci sono chicche, piccoli capolavori, foto d’autore con personaggi di livello mondiale, grandi opere di cinque metri come quella di Massimo Biagi che occupa una stanza – dice l’assessore alla cultura Bruno Ialuna – Ma non voglio rovinare la sorpresa…Come sempre l’ingresso sarà ad offerta ed è aperto a tutti, con aperture più ampie nel weekend: siamo piccoli ma in questo ci ispiriamo ai grandi musei. Quindi non resta che venire a visitarla”.All’anteprima di questa mattina c’erano anche i gemelli del basket rossoblù, Mario Boni e Andrea Niccolai. Una foto storica di Carlo Antonio Rosellini, presente nella nuova collezione al MO.C.A., li ritrae sorridenti per la prima indimenticabile promozione in A1 della Sharp nel 1989: la posa, quasi trent’anni dopo, è stata ripetuta per la gioia dei fotografi e dei presenti…In mostra 23 artisti: da Obey a Enrico Manera, da Jonas Mekas a Galeazzo Nardini, da Milivoj Uzelac a Silvia Caimi, da Elena Montiani a David Diavù Vecchiato, da Fabio De Poli a Massimo Biagi, Filippo Giuliani, Aleandro Roncarà, Alessandro Rizzardini, Daniele Lenzi, Silvano Cinelli, Carlo Antonio Rosellini, Marco Mandorlini, Fabio Mati, Stefano Turrini, Lorenzo Guelfi, Giancarlo Campeggi, Giulio Ciamillo e Stefano D’Errico, ognuno presente con opere ispirate o legate alla pallacanestro, secondo alcuni lo sport più bello del mondo!bask_54_16874

http://www.comune.montecatini-terrme.pt.it/servizi/notizie/notizie_fase2.aspx?ID=16874

http://www.comune.montecatini-terme.pt.it/servizi/notizie/notizie_fase02.aspx?ID=16874

http://www.montecatinisport.it/evento/i-love-basket-lo-sport-piu-bello-del-mondo/

Montecatini Terme – DOMANI 1° GIUGNO ALLE 21,30 INAUGURAZIONE MOSTRA “I LOVE BASKET”

 

 

Notte in Galleria – 21 maggio 2017.

Dopo il successo delle scorse edizioni torna la notte al Mo.C.A: l’apertura straordinaria della galleria sarà dalle 21.00 alle 23.00 con una speciale visita per il pubblico adulto dalle ore 21:30 alle 22:30 e dalle 23:00 i bambini saranno i protagonisti fino alla mattina vivendo l’emozione di una notte in Galleria! Evento unico nel suo genere nel panorama toscano, ma che riscuote da anni successi in tutti i più grandi Musei del mondo, costituisce sicuramente un’esperienza unica per i piccoli partecipanti. I bambini tra giochi, narrazioni e un esplorazione del luogo alla luce di una torcia saranno i custodi notturni dei tesori della Galleria d’arte contemporanea, potranno addormentarsi circondati dalle opere magari fonti di ispirazione per sogni “creativi”, e al risveglio li aspetterà una colazione montecatinese Doc grazie alla collaborazione con la storica e rinomata Pasticceria Giovannini e il Caffè Storico del Tettuccio. La Notte al Mo.C.A. è dedicata ai bambini di età compresa tra i 6 ed i 10 anni. L’ingresso è libero e per la notte in Galleria il costo sarà di 20 euro a partecipante, comprensivo di attività e colazione. I bambini dovranno presentarsi muniti di pigiama, sacco a pelo, cuscino, asciugamano, spazzolino e dentifricio, ed eventuale peluche del cuore per la nanna! Si ringrazia la palestra Expofitness per i tappetini.

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mocamontecatini.it/notte-al-museo/

Emozionante “Notte al museo” al Moca per 25 bambini tra i 6 ed i 10 anni

http://iltirreno.gelocal.it/montecatini/cronaca/2017/05/17/news/torna-la-notte-al-museo-i-bambini-dormono-al-mo-ca-1.15351675

Notte al museo MO.C.A di Montecatini per 25 bambini

 

 

Il Moca sconfina fuori dal comune: appuntamenti a Forte dei Marmi, Chiesina e Montecatini Alto.

http://www.valdinievoleoggi.it/a60903-il-moca-di-montecatini-sconfina-fuori-dal-comune-appuntamenti-a-forte-de-marmi-chiesina-e-montecatini-alto.html

“Il Montecatini Contemporary Art Espone anche a Forte dei Marmi”

“Il Montecatini Contemporary Art Espone anche a Forte dei Marmi”

Il Moca sbarca a Forte dei Marmi, Ialuna: “Rapporto costruttivo per il futuro”

https://piteglio.virgilio.it/notizielocali/mostra_esportata_al_forte-51324593.html

http://www.valdinievoleoggi.it/a58099-real-forte-querceta-montecatini-1-0.html

 

Al Moca visita in occasione dell’arrivo della Madonna del Sansovino.

Sabato 15 aprile alle ore 17 al Moca, in programma una straordinaria visita guidata gratuita condotta dall’assessore Ialuna in occasione dell’arrivo del capolavoro di Jacopo Tatti, detto il Sansovino: Madonna con bambino, terracotta restaurata grazie alle donazioni dei visitatori della galleria civica.

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http://www.valdinievoleoggi.it/a61750-al-moca-visita-in-occasione-dell-arrivo-della-madonna-del-sansovino.html

Al “Moca” si può ammirare la “Madonna con bambino”

http://valdinievole.news/eventi/eventi/la-madonna-con-bambino-del-sansovino-arriva-al-mo-c-a

 

 

HighLights 3 – Da Joan Mirò a Henry Moore.

Da sabato 25 marzo sino a domenica 21 maggio 2017 il MO.C.A. – MOntecatini Contemporary Art ospita la mostra dal titolo“HighLights 3 – Da Joan Mirò a Henry Moore”.

“HighLights” è l’appuntamento per eccellenza con cui il MO.C.A. – MOntecatini Contemporary Art presenta di volta in volta al pubblico le sue nuove acquisizioni, rese possibili grazie al contributo dei visitatori, e le recenti donazioni di artisti che con il loro beau geste hanno voluto rendere omaggio alla nota Galleria Civica montecatinese

In questa terza edizione sono davvero numerosissimi i nomi di rilievo protagonisti della rassegna. Accanto agli splendidi Mirò e Annigoni, le cui opere fanno parte della collezione permanente del museo, saranno presenti in mostra oltre 30 artisti di arte contemporanea, da Henry Moore a Carlo Carrà, da Claes Oldenburg a Biodpi, da Emilio Scanavino a Antonio Possenti, da Zeus a Swoon solo per citarne alcuni.

Ma “HighLights3” riserva un’ulteriore piacevolissima sorpresa! Dal 15 di aprile, la rassegna ospiterà la“Madonna con bambino” attribuita a Jacopo Tatti detto Il Sansovino. Attualmente in restauro grazie al buon esito dell’operazione di crowdfunding attuata dal Comune di Montecatini insieme alla Diocesi di Pescia, l’opera è stata la grande assente della mostra “I Tesori della Valdinievole”. Labellissima terracotta del XVI° secolo raggiungerà finalmente la prestigiosa sede espositiva montecatinese alla vigilia delle prossime Festività Pasquali, esattamente a un anno di distanza dall’inizio del progetto che ne ha permesso il risanamento e il ritorno all’antico splendore.

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http://www.lagazzettadipistoia.it/montecatini/2017/03/inaugurata-la-nuova-mostra-al-moca-highlights-3/
http://www.gonews.it/2015/05/15/tutto-pronto-per-la-mostra-moca-highlights-2/

http://iltirreno.gelocal.it/montecatini/tempo-libero/arte-e-fotografia/evento/highlights_3__da_joan_miro_a_henry_moore-155174.html

http://www.inmontecatini.it/le-parate-della-citta-del-natale/

http://www.gonews.it/2017/03/24/al-mo-c-montecatini-arriva-la-mostra-highlights-3-joan-miro-henry-moore/

 

 

Finissage della mostra “Highlights 3” al Moca.

http://www.valdinievoleoggi.it/a62492-finissage-della-mostra-highlights-3-al-moca.html

 

 

L’Equilibrio di De Poli al MO.C.A..

L’artista montecatinese di adozione espone le sue opere e quelle donate al museo.

MONTECATINI. Figure ironiche, spezzate (le gambe di Fred Astaire, un pezzo di volto di Topolino) e tele dai timbri forti e i colori accesi. Tutte in grado di generare uno stato confusionale nell’osservatore, un senso di disagio e instabilità permanente. La nuova mostra di scena alla galleria civica Mo.ca si intitola non a caso “Equilibrio”, 29 lavori dedicati proprio a questo stato d’animo, prima che fisico.

Sarà inaugurata oggi alle 17,30 la personale di Fabio De Poli, una raccolta composta da dipinti e grandi collage che confermano lo stile e il carattere creativo di questo artista, genovese di nascita e fiorentino d’adozione, che però vive ormai da tanti anni a Montecatini. De Poli è stato un protagonista della nuova pittura fiorentina negli anni ‘70. Considerato, a torto, un artista con radici Pop, affonda invece la sua cultura nelle avanguardie storiche europee, come il movimento Dadaista. E nelle sue tele si vede chiaramente una combinazione tra pittura classica e inserti di altri materiali, proprio come nei pittori dadaisti. «De Poli non è mai stato compatto, tutto d’un pezzo, banale o di facile interpretazione – scrive nella prefazione del catalogo della mostra Felisia Toscano – e dietro la sua apparenza leggera è disponibile si cela la complessità conturbante che con disimpegno e scioltezza gli consente di dialogare col mondo intero.» La mostra di Fabio De Poli sarà visitabile fino al 12 marzo secondo gli orari d’apertura del Mo.ca. Nell’occasione saranno esposte anche numerose opere grafiche di importanti artisti come Olderburg, Appel, Tilson, Baruchello, Bueno e Scanavino donate da De Poli al Moca.

http://www.tuttopistoia.com/art/146923/MoCA-Montecatini-inaugura-Equilibrio-personale-Fabio-Poli

http://www.lagazzettadipistoia.it/brevi/2017/02/in-equilibrio-con-fabio-de-poli-dedicato-al-maestro-fabio-de-poli-appuntamento-domenica-a-montecatini/

Inaugurazione al Mo.C.A. della mostra di Fabio De Poli

 

“I TESORI DELLA VALDINIEVOLE” –

26 marzo 2016 – 8 gennaio 2017.

 

La mostra, che ha raccoltoopere di raffinata qualità e di notevole importanza storica e ospitato artisti del calibro di Giovan Battista Naldini, Libero Andreotti, Albrecht Dürer, Adolfo Tommasi, Galileo Chini, Renato Guttuso, Giorgio De Chirico, Vinicio Berti e Joan Miròha riscosso un successo di pubblico e di critica oltre ogni aspettativa. Con i suoi 12.000 visitatori, la rassegna ha raggiunto gli obiettivi prefissati: da un lato esaltare la ricchezza artistica del territorio dall’altro raccogliere l’importo necessario per il restauro della  “Madonna con Bambino” attribuita al maestro Jacopo Tatti detto il Sansovino, attraverso un’operazione di crowdfunding (o finanziamento collettivo) messa in atto dal Comune di Montecatini Terme insieme alla Curia Vescovile di Pescia.

Ecco solo alcuni dei numerosissimi articoli che hanno parlato dell’esposizione…

http://www.gonews.it/2016/03/24/i-tesori-della-valdinievole-linaugurazione-della-mostra-al-mo-c-a/

https://www.youtube.com/watch?v=th4BJES8wHY (VIDEO CINEPHOTOART)

http://www.leggeretutti.net/site/12245/

http://www.valdinievoleoggi.it/a54106-i-tesori-della-valdinievole-esposti-al-moca.html

http://www.reportpistoia.com/cultura/item/34270-i-tesori-della-valdinievole-in-mostra-al-mo-c-a-di-montecatini.html

http://www.quinewsvaldinievole.it/montecatini-terme-i-tesori-della-valdinievole-in-mostra.htm

http://www.centopercentoeventi.com/articolo-4479-montecatini-terme-mostra-i-tesori-della-valdinievole-pistoia

http://www.eventiintoscana.it/evento/i-tesori-della-valdinievole-galleria-civica-mo-c-a-montecatini-terme-pistoia

http://www.tuttopistoia.com/art/135201/eventi-Moca-apre-mostra-tesori-della-Valdinievole-laboratorio-bimbi#.WJCqZzgYHoc

http://www.gonews.it/2017/01/09/tesori-della-valdinievole-9-mesi-12mila-visitatori/

http://iltirreno.gelocal.it/montecatini/cronaca/2017/01/17/news/in-12-000-per-i-tesori-della-valdinievole-1.14729533

http://www.discoverpistoia.it/it/eventi/15-eventi/3540-tesori-valdinievole-mostra-montecatini-terme.html

http://www.gonews.it/2017/01/03/mo-c-montecatini-saluta-la-mostra-tesori-della-valdinievole/

http://www.valdinievoleoggi.it/a59718-finissage-della-mostra-i-tesori-della-valdinievole.html

http://www.valdinievole.news/eventi/eventi/tre-eventi-per-la-chiusura-de-i-tesori-della-valdinievole

 

 

 

DONAZIONE AL MO.C.A. DEL PITTORE ULTRACENTENARIO GIORGIO MICHETTI.

DONAZIONE AL MO.C.A. DEL PITTORE ULTRACENTENARIO GIORGIO MICHETTI

L’artista e pittore viareggino Giorgio Michetti, 104 anni appena compiuti (sì, avete letto bene, è nato nel 1912) ha fatto una importante donazione al Montecatini Contemporary Art.

  • L’artista e pittore viareggino Giorgio Michetti, 104 anni appena compiuti (sì, avete letto bene, è nato nel 1912) ha fatto una importante donazione al Montecatini Contemporary Art, il MO.C.A che ha festeggiato i 4 anni di vita (e il traguardo dei 60mila visitatori) lo scorso 4 dicembre. L’originale del disegno di Michetti, manifesto per il carnevale di Viareggio del 2017, sarà infatti esposto prossimamente nella galleria civica di Montecatini. “Si tratta di un’opera che arricchisce ulteriormente la collezione del MO.C.A. – ha detto l’assessore Ialuna – che l’artista viareggino, conosciuto e apprezzato in tutta Europa, ha realizzato quando ha compiuto 100 anni, nel 2012. Un’opera che cambia volto e soprattutto significato a seconda del punto di vista dell’osservatore e che conferisce grande prestigio alla nostra galleria civica”. In allegato foto dell’artista (vista da due diverse angolature) e dell’opera arrivata a Montecatini.           Data: mercoledì 14 dicembre 2016

 

 

VISITA NOTTURNA AL MO.C.A. DI VITTORIO SGARBI.

VISITA NOTTURNA AL MO.C.A. DI VITTORIO SGARBI

Improvvisa e graditissima visita notturna al MO.C.A. di Montecatini (addirittura da mezzanotte e mezzo fino alle 2, dopo il suo spettacolo “Caravaggio” al teatro Verdi) del critico d’arte più famoso d’Italia, Vittorio Sgarbi.

  • Improvvisa e graditissima visita notturna al MO.C.A. di Montecatini (addirittura da mezzanotte e mezzo fino alle 2, dopo il suo spettacolo “Caravaggio” al teatro Verdi) del critico d’arte più famoso d’Italia, Vittorio Sgarbi. Proprio domani il Montecatini Contemporary Art festeggerà i suoi quattro anni di vita, con la premiazione del visitatore numero 60mila. Un traguardo annunciato due giorni fa. Bruno Ialuna, assessore alla cultura, ha aperto ieri sera le porte della galleria civica cittadina a Sgarbi, che ha potuto apprezzare soprattutto sia il dipinto centrale di Annigoni che il famoso “Donna avvolta in un volo d’uccello” di Miro’, oltre a tutte le opere della mostra “I tesori della Valdinievole”. “Sgarbi mi ha chiesto informazioni su numerose opere esposte, in particolare quelle di Annigoni e Mirò – dice con orgoglio Bruno Ialuna – e ha ascoltato per oltre un’ora con un interesse e una curiosità che onestamente non mi aspettavo. E mi ha annunciato che tornerà presto a Montecatini”. Nella foto Ialuna con Sgarbi nel corso della visita notturna che si è estesa anche alla sala consiliare del Municipio.

 

 

BUON COMPLEANNO MOCA! DOMENICA LA GALLERIA CIVICA FESTEGGIA 4 ANNI VISITA GUIDATA CON BRUNO IALUNA E PREMIO AL VISITATORE NUMERO 60 MILA.

BUON COMPLEANNO MOCA! DOMENICA LA GALLERIA CIVICA FESTEGGIA 4 ANNI VISITA GUIDATA CON BRUNO IALUNA E PREMIO AL VISITATORE NUMERO 60MILA

Buon compleanno al Montecatini Contemporary Art: domenica la galleria civica del Palazzo Comunale festeggia i 4 anni, essendo stata inaugurata il 4 dicembre del 2012.

    • Buon compleanno al Montecatini Contemporary Art: domenica la galleria civica del Palazzo Comunale festeggia i 4 anni, essendo stata inaugurata il 4 dicembre del 2012. Domenica, giorno del patrono di Montecatini Terme, S.Barbara, la speciale ricorrenza sarà celebrata con un’apertura straordinaria e una visita guidata (dalle 11) con il suo ideatore Bruno Ialuna e con la premiazione del visitatore numero 60mila. “La soddisfazione per aver tagliato questo traguardo è tanta – ha detto in conferenza stampa l’assessore alla cultura Bruno Ialuna – se consideriamo che abbiamo ottenuto con il MO.C.A una media di 15mila visitatori all’anno, aprendo tutti i giorni solo nell’ultimo anno e mezzo, è davvero un grande risultato. Sono stati 4 anni di belle mostre, penso a quella di Nidaa Badwan, un’artista-fotografa ormai conosciuta in tutto il mondo, ma anche a Highlights 2 e a quella ancora in corso di svolgimento “I Tesori della Valdinievole”, che chiuderà i battenti l’8 gennaio, dopo aver raccolto da sola 11mila visitatori, contribuendo in modo fondamentale, grazie alle donazioni, a restaurare la Madonna Col Bambino del Sansovino e a far conoscere opere di vario genere del nostro territorio che altrimenti sarebbero rimaste un po’ nascoste al pubblico”. L’occasione dell’anniversario-compleanno è stata buona anche per annunciare alcune importanti novità per il 2017. Innanzitutto la nuova mostra, che sarà inaugurata il 21 gennaio, fino all’8 marzo, “Gli equilibrismi” di Fabio De Poli, artista genovese che ha esposto pitture e lavori di grafica addirittura al Moma di New York; a seguire, in concomitanza con l’apertura dell’Open Week 2017, il seguito naturale di Highlights 2, ovvero HIghlights 3, con opere di Mirò, Henry Moore, Swoon, Carlo Carrà, oltre alle “Zuppe” di Biodpi, acquisizioni che sono state svelate proprio questa mattina. “In quell’occasione vorremmo esporre anche la vera Madonna del Sansovino (finora era visibile solo in foto) restaurata grazie al crowdfunding – aggiunge Ialuna – un progetto che ci ha reso davvero orgogliosi in questi otto mesi di Tesori della Valdinievole”. Infine la chicca. IL mondiale di Maxi Basket (over 35,40, 45, 50) che si terrà da fine giugno a Montecatini e in tutta la Valdinievole avrà un prezioso alleato nella mostra al MO.C.A “I love basket” – lo sport più bello del mondo”, che dal prossimo 1°giugno proporrà novità cestistico-sportivo-artistiche al pubblico e ai visitatori della Galleria Civica. Intanto l’8 dicembre, giorno dell’Immacolata, il MO.C.A. sarà aperto sia di mattina che di pomeriggio con orario 10-12, 15,30-18,30.
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DONAZIONE AL MOCA DEL MAESTRO PASCIUTI.

DONAZIONE AL MOCA DEL MAESTRO PASCIUTI

Il Maestro Antonio Pasciuti, che da anni ha il suo studio a Montecatini in via San Martino, ha donato tre opere al Moca, tra cui quella nella foto che raffigura la Basilica di Montecatini.

  • Il Maestro Antonio Pasciuti, che da anni ha il suo studio a Montecatini in via San Martino, ha donato tre opere al Moca, tra cui quella nella foto che raffigura la Basilica di Montecatini. Pasciuti ha esposto in moltissime rassegne in Italia e all’estero, e tra le sue più prestigiose mostre ricordiamo quella di Palazzo Ducale a Urbino (2010) e quella all’Hermitage di San Pietroburgo (2014).                         Data: martedì 9 agosto 2016

 

 

NOTTE AL MOCA DEI BAMBINI.

NOTTE AL MOCA DEI BAMBINI

Quattordici bambini, dai sei agli undici anni, hanno partecipato alla Notte dei Tesori organizzata dal Mo.C.A. – Montecatini Contemporary Art.

  • Quattordici bambini, dai sei agli undici anni, hanno partecipato alla Notte dei Tesori organizzata dal Mo.C.A. – Montecatini Contemporary Art; la serata è iniziata con una visita guidata dall’assessore Bruno Ialuna che ha riscontrato un’ampia partecipazione dei genitori dei bambini e del pubblico con circa sessanta presenze tra le ore 21:00 e le ore 23:00. Nel frattempo, i bambini sono stati guidati nella realizzazione di un autoritratto allo scopo di preparare una piccola esposizione da mostrare ai genitori il mattino seguente. Alle 23:00 i bambini hanno preso “possesso esclusivo” del museo, posizionando i sacchi a pelo nelle sale. A questo punto, i bambini, chiusi nelle sale del Museo, hanno iniziato la “caccia al particolare,” rigorosamente al buio, con l’ausilio di torce, divisi in gruppi guidati dalle operatrici didattiche; i piccoli hanno esplorato le sale ed il palazzo, individuando le opere ed i particolari che sfuggono all’attenzione di una normale visita guidata, esercitando l’occhio all’osservazione, stimolati dal “brivido” del percorso notturno all’interno di un Museo. Alla fine della caccia tutti i bambini hanno indossato il pigiama e si sono addormentati avvolti nei sacchi a pelo, circondati dai capolavori dell’arte presenti nelle sale. Al mattino e’ arrivata la colazione a base di brioches e latte caldo offerti dalla Pasticceria Giovannini e dal Caffè storico dello Stabilimento Tettuccio; i bambini sono tornati a casa, ringraziando le operatrici del Mo.C.A. e chiedendo: “quando possiamo rifarlo?” Si ringrazia la palestra Expofitness di Pieve a Nievole per aver messo a disposizione i tappetini su cui i bambini hanno steso i sacchi a pelo. Data: mercoledì 25 maggio 2016

 

 

 

IL 21 MAGGIO AL MOCA LA NOTTE DEI MUSEI.

IL 21 MAGGIO AL MOCA LA NOTTE DEI MUSEI

Questa mattina l’assessore alla cultura del Comune di Montecatini Bruno Ialuna ha tenuto una conferenza stampa al MO.C.A ricordando i principali appuntamenti del mese di maggio e facendo il punto della situazione sulla mostra “I tesori della Valdinievole”.

  • Questa mattina l’assessore alla cultura del Comune di Montecatini Bruno Ialuna ha tenuto una conferenza stampa al MO.C.A ricordando i principali appuntamenti del mese di maggio e facendo il punto della situazione sulla mostra “I tesori della Valdinievole” inaugurata lo scorso 26 marzo, con le sue quattro sale a tema, per la quale si registra il record di 4134 visitatori (una media di 100 al giorno), di cui 2414 italiani e 1720 stranieri, principalmente inglesi, francesi e tedeschi. “Un risultato straordinario, che premia un lavoro davvero ben strutturato – ha detto Ialuna – con tante opere riscoperte e ritrovate davvero come tesori, che speriamo possa darci risultati ancora migliori da qui a novembre”. Meno lusinghiero fin qui il progetto di crowdfunding per il restauro della “Madonna con Bambino”, voluto dalla Curia, proprietaria dell’opera, attribuita al maestro Jacopo Tatti detto il Sansovino, la quale, date le precarie condizioni di conservazione, è presente in mostra solo tramite riproduzione fotografica. L’obiettivo è raccogliere, da qui a fine giugno, 8mila euro per riportare l’originale in perfetto stato di conservazione: fin qui siamo solo a 1.100 euro. Ma c’è tempo per fare meglio, confidando nella partecipazione dei molti visitatori e nella generosità di alcuni sponsor che già si sarebbero resi disponibili. Per quanto riguarda gli eventi in arrivo, si comincia con il weekend, tra domani e domenica 14 e 15 maggio: spazio ai laboratori Kids Pass Days LABORATORI E ATTIVITA’ PER FAMIGLIE E BAMBINI ore 16:30 – 18:30 Due laboratori di circa due ore ciascuno per famiglie Primo Laboratorio, sabato 14: “Il linguaggio …nelle mani!” Ecco un laboratorio di sperimentazione tattile in cui è vietato non toccare e dove si ribalta il tradizionale divieto museale invitando il partecipante a toccare gli oggetti. I bambini e gli adulti saranno chiamati ad usare il tatto per riconoscere alcuni oggetti nascosti alla vista e riprodurli attraverso il disegno al fine di sviluppare una proprietà di linguaggio che li aiuti a comunicare e a descrivere quello che li circonda. L’attività sarà strutturata in tre fasi fondamentali “tocca – descrivi e tocca – disegna” Secondo Laboratorio, domenica 15: “Arte…senza confini” Cosa si intende nel linguaggio contemporaneo con la parola Confine? Quali sono i possibili confini che ogni giorno siamo chiamati ad osservare e rispettare e che noi stessi andiamo a delimitare? Aiutati dalle opere di Mona Hatoum e Alfredo Jaar i bambini, con l’aiuto dei genitori saranno chiamati a riflettere sul concetto di “società liquida” contemporanea, oggi rappresentata da una instabilità e una migrazione che modifica continuamente la geografia del mondo. Saranno poi individuati nel racconto quotidiano i loro personali percorsi e spazi allo scopo di creare una mappa grafica e multimaterica da confrontare. La prenotazione ai laboratori è obbligatoria entro giovedì 12 maggio (compreso) A SEGUIRE VISITA GUIDATA ALLA MOSTRA “I Tesori della Valdinievole” L’occasione è stata utile anche per parlare della Notte al museo del 21 maggio. Un’occasione imperdibile per tanti bambini di passare una notte al MO.C.A. La prenotazione scade il 19 maggio, rivolgendosi al museo. Un appuntamento che ha già riscosso molto successo nelle passate edizioni. Sabato 21 Maggio – NOTTE AL MUSEO – “LA NOTTE DEI TESORI” dalle ore 23:00 Un’esperienza unica, rivolta ai bambini dai 6 agli 11 anni di età che per quella notte potranno giocare, imparare e esplorare trascorrendo al Mo.C.A. una notte indimenticabile tra i Tesori della Valdinievole! Per i partecipanti, laboratori e visita notturna con le pilette elettriche, in occasione della Notte al Museo di tutta Italia.E al mattino colazione per tutti con latte e brioche grazie alla pasticceria Giovannini. Cosa portare? Pigiamino, sacco a pelo e/o coperta, cuscino, asciugamano, spazzolino e dentifricio. Per l’iniziativa si ringraziano anche il Caffè Storico Tettuccio e la palestra Expofitness Il costo dell’iniziativa è di € 20. Obbligatoria la prenotazione che va effettuata entro il 19 maggio, salvo esaurimento anticipato posti, rivolgendosi al MO.C.A. Dalle ore 21.00 alle ore 23.00, il MO.C.A. sarà aperto anche per gli adulti, genitori e non e, come sempre, l’ingresso è gratuito. Ricordiamo gli orari di apertura: da martedì a venerdì dalle 10 alle 12, sabato e domenica 10,30-12,30 e 16-19. www.mocamontecatini.it

 

 

SABATO ALLE 17 L’INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA AL MO.C.A. “I TESORI DELLA VALDINIEVOLE”.

SABATO ALLE 17 L’INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA AL MO.C.A. “I TESORI DELLA VALDINIEVOLE”

“I Tesori della Valdinievole” è la mostra che avrà luogo fino al 6 novembre 2016 nella prestigiosa Galleria Civica del MO.C.A.

  • “I Tesori della Valdinievole” è la mostra che avrà luogo fino al 6 novembre 2016 nella prestigiosa Galleria Civica del MO.C.A. – Montecatini Contemporary Art – di Montecatini Terme, che ha raggiunto il traguardo storico di 50mila visitatori in tre anni e mezzo. L’inaugurazione per la cittadinanza è prevista per sabato 26 marzo alle 17: sarà aperta anche nei giorni di Pasqua e Pasquetta (orari dei giorni festivi 10,30-12,30 e 16-19). Progetto importante per la sinergia e la collaborazione creatasi tra molti enti pubblici del territorio ai fini della sua realizzazione, tra cui la Curia Vescovile di Pescia, il Museo della Carta di Pescia, la Gipsoteca Libero Andreotti, Il Mac,n di Monsummano, Le Terme di Montecatini, l’associazione culturale Buggiano Castello, il Museo civico di Pescia, la Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, la Provincia, “I Tesori della Valdinievole” (che ha avuto il patrocinio della Regione e del Ministero per i Beni e le attività culturali) vuole rendere omaggio a opere d’arte la cui bellezza e il cui pregio, per motivi diversi, non hanno sino ad oggi ricevuto la dovuta visibilità. Finalità della mostra è, infatti, raccogliere in un unico spazio espositivo – il MO.C.A. – Montecatini Contemporary Art – tesori che ospitati in edifici pubblici o di culto del territorio, oltre che nei numerosi musei della vallata, risultano non facilmente fruibili al grande pubblico. Protagonisti dell’esposizione sono lavori di varia natura – dipinti, sculture, terrecotte, fotografie etc. – realizzati da grandi Maestri e dai loro allievi attivi nella Valdinievole dal Cinquecento ai nostri giorni. Opere di notevole qualità artistica e di grande importanza storica, alcune delle quali inedite, altre poco conosciute. Artisti del calibro di Pietro Annigoni, Galileo Chini, Giorgio De Chirico, Renato Guttuso, Joan Mirò. Una rassegna che non ha la pretesa di essere esaustiva, ma solo rappresentativa del grande patrimonio d’Arte presente sul nostro territorio. Anzi, vuole essere di stimolo ai visitatori nell’andare a cercare gli altri innumerevoli Tesori sparsi in moltissimi luoghi della Valdinievole. La mostra è dedicata alla memoria di Monsignor Giovanni De Vivo, Vescovo di Pescia, il primo a credere nel progetto quando fu ideato nel 2013. Una mostra voluta da Bruno Ialuna, assessore alla Cultura del Comune di Montecatini e realizzata grazie alla professionalità e alla collaborazione della Dott.Maria Cristina Masdea, funzionario della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio di Firenze, Pistoia e Prato. Proprio di fronte al funzionario Masdea, e ai rappresentanti dei Comuni di Pescia, Massa Cozzile, Buggiano, Pieve a Nievole, Monsummano, Uzzano, al direttore dei beni culturali della diocesi don Francesco Gaddini (vedi foto di gruppo), il professor Ialuna ha illustrato in anteprima in dettaglio le quattro sale che compongono la nuova mostra. “Con questa mostra puntiamo a rendere più consapevoli della ricchezza artistica del nostro territorio i visitatori – ha detto Ialuna – A volte, purtroppo, sfugge alla nostra attenzione proprio quanto ci è più vicino”. “L’augurio più sincero – ha aggiunto la dottoressa Masdea – è che all’uscita di questa mostra, i visitatori possano davvero guardare con occhi nuovi la ricchezza del territorio che li circonda”. Nella prima sala della mostra al MO.C.A. si trovano tra le altre le sculture di Libero Andreotti, con la sua famosa Annunciazione, e “La battaglia della Vita, il mistero della Vita” di Mauro Vaccai. Nella seconda sala, dedicata all’arte sacra, particolare attenzione va prestata alla Madonna con Bambino del Sansovino, in riproduzione fotografica (vedi immagine), per il restauro della quale è richiesto un piccolo contributo a tutti i visitatori: l’obiettivo è raccogliere 8mila euro da qui a fine giugno, con l’aiuto di coloro che vorranno partecipare all’operazione di crowdfunding, per riportare all’antico splendore l’opera attribuita al maestro Jacopo Tatti (il Sansovino), in precario stato di conservazione purtroppo nella Pieve di Maria SS.della Salute e S.Nicolao Vescovo a Buggiano Castello. E poi da sottolineare le opere di Albrecht Durer “Il transito della Madonna” e l’”Annunciazione” di Giovan Battista Naldini, celebre artista del XVI secolo le cui opere sono tuttora esposte agli Uffizi, al Louvre di Parigi e al British Museum di Londra. Nella terza si passa ai tesori delle Terme: spiccano disegni-progetto di due edifici simbolo di Montecatini, il Tettuccio e il Regina di Giovanozzi e uno dei primi disegni aerei della città (ad opera di Marius Stroppa). Oltre a questi, tre splendidi capolavori di Adolfo Tommasi, tra cui “Spannocchiatrici”, opera immagine della mostra. Infine la sala dedicata alle opere del Novecento, con i lavori di Alassio, Berti, Chini, De Chirico, Guttuso e del mostro sacro dell’arte contemporanea americana, William Congdon, senza dimenticare la perla, il quadro ormai celebre di Mirò, ovvero la “Donna avvolta in un volo d’uccelli”. Appuntamento per tutti a sabato prossimo alle 17. Data: venerdì 25 marzo 2016

 

MOSTRA “I TESORI DELLA VALDINIEVOLE”.

MOSTRA “I TESORI DELLA VALDINIEVOLE”

 

 

I tesori della Valdinievole in mostra a Montecatini dal 26 marzo al 6 novembre.

Sabato 26 marzo alle ore 17.00 nella prestigiosa Galleria Civica del MO.C.A. – Montecatini Contemporary Art – di Montecatini Terme sarà inaugurata la mostra  “I Tesori della Valdinievole” che avrà luogo dal 26 marzo al 6 novembre 2016.

La rassegna si pone l’obiettivo di promuovere il territorio artistico della Valdinievole attraverso alcuni dei suoi tesori più belli.

Progetto importante per la sinergia e la collaborazione creatasi tra molti  Enti pubblici del territorio ai fini della sua realizzazione, “I Tesori della Valdinievole” vuole rendere omaggio a opere d’arte la cui bellezza e il cui pregio, per motivi diversi, non hanno sino ad oggi ricevuto la dovuta visibilità.

Finalità della mostra è, infatti, raccogliere in un unico spazio espositivo – il MO.C.A. – Montecatini Contemporary Art – tesori che ospitati in edifici pubblici o di culto del territorio, oltre che nei numerosi musei della vallata, risultano non facilmente fruibili al grande pubblico.

Protagonisti dell’esposizione sono lavori di varia natura – dipinti, sculture, terrecotte, fotografie etc. – realizzati da grandi Maestri e dai loro allievi attivi nella Valdinievole dal Cinquecento ai nostri giorni. Opere di notevole qualità artistica e di grande importanza storica, alcune delle quali inedite, altre poco conosciute.

Una rassegna che non ha la pretesa di essere esaustiva, ma solo rappresentativa del grande patrimonio d’Arte presente sul nostro territorio. Anzi, vuole essere di stimolo ai visitatori nell’andare a cercare gli altri innumerevoli Tesori sparsi in moltissimi luoghi della Valdinievole.

La mostra è dedicata alla memoria di Monsignor Giovanni De Vivo, Vescovo di Pescia, il primo a credere nel progetto quando fu ideato nel 2013.

Dal 26 marzo 2016 al 6 novembre il MO.C.A. di Montecatini ospiterà la mostra dal titolo “I Tesori della Valdinievole”: ideata da Bruno Ialuna

    • Dal 26 marzo 2016 al 6 novembre il MO.C.A. di Montecatini ospiterà la mostra dal titolo “I Tesori della Valdinievole”: ideata da Bruno Ialuna, assessore alla Cultura del Comune di Montecatini Terme, si pone l’obiettivo di promuovere il territorio artistico della Valdinievole attraverso alcuni dei suoi tesori più belli. “I tesori della Valdinievole” è un progetto importante per la sinergia e la collaborazione creatasi tra molti degli Enti pubblici del territorio ai fini della sua realizzazione. E innovativo è anche il contenuto proposto dall’idea progettuale, poiché si propone di rendere omaggio a opere d’arte la cui bellezza e il cui pregio, molte delle quali, non hanno sino ad oggi ricevuto la dovuta visibilità. Finalità della mostra è infatti raccogliere in un unico spazio espositivo – il MO.C.A. – Montecatini Contemporary Art – tesori che, ospitati in edifici pubblici o di culto del territorio (oltre che nei numerosi musei della vallata) risultano non facilmente fruibili al grande pubblico. Protagonisti dell’esposizione, lavori di varia natura – dipinti, sculture, terrecotte, etc. – realizzati da grandi Maestri e dai loro allievi attivi nella Valdinievole dal Cinquecento ai nostri giorni. Opere di notevole qualità artistica e di grande importanza storica alcune delle quali inedite, altre addirittura sconosciute. Numerosi i soggetti partecipanti al progetto: Diocesi di Pescia, Comune di Montecatini Terme, Comune di Monsummano Terme, Comune di Massa Cozzile, Comune di Pieve a Nievole, Comune di Buggiano, Comune di Uzzano, Comune di Pescia, Provincia di Pistoia, Società Terme di Montecatini, Accademia d’Arte “Dino Scalabrino”- Montecatini Terme, la Fondazione del Credito Valdinievole, Museo della Carta –Pietrabuona, Museo Civico di Massa Cozzile, Mac -Monsummano Terme, Museo Civico di Pescia, Gipsoteca Libero Andreotti – Pescia. A conferma, una volta di più, del lavoro sinergico impostato negli ultimi anni dai vari Comuni sotto la regia della Regione Toscana e della Provincia di Pistoia. Un modo di operare che, coltivato e potenziato, non potrà che apportare vantaggi ai soggetti partecipanti e a tutta la collettività. La location scelta, il MO.C.A. di Viale Verdi a Montecatini Terme, infine, è garanzia di un afflusso di pubblico certo, vuoi per la presenza di opere come “Donna avvolta in un volo d’uccelli” di Joan Mirò, che attraggono un pubblico internazionale, vuoi per la comodissima ubicazione nel centro di Montecatini, nel cuore della Toscana, facilmente raggiungibile da tutta Italia, vuoi per l’ormai acquisito prestigio della Galleria che ha già ospitato mostre di notevole importanza. Oltre 40.000 le presenze infatti nei tre anni di apertura (inaugurazione ufficiale è stata il 4 dicembre 2012), per una media oraria di 14 visitatori, visitatori che dal MO.C.A. potranno poi essere indirizzati negli altri spazi espositivi esistenti in Valdinievole. Nei giorni precedenti all’inaugurazione verrà organizzata una conferenza stampa per illustrare il progetto più nel dettaglio.
  • Data: venerdì 19 febbraio 2016

 

 

VISITA GUIDATA AL MOCA PER LA GIORNATA DELLA MEMORIA.

    • L’associazione Le Macchine Celibi propone “La fotografia di Nidaa Badwan: la potenza dell’immagine come strumento di Memoria e grido di Libertà.”
  • In occasione della Giornata della Memoria, mercoledì 27 gennaio, l’associazione Le Macchine Celibi propone “La fotografia di Nidaa Badwan: la potenza dell’immagine come strumento di Memoria e grido di Libertà”, visita guidata alla mostra al Moca di Montecatini della giovane fotografa palestinese Nidaa Badwan e laboratorio rivolto ai ragazzi sul tema del mezzo fotografico come memoria e trasmissione di un messaggio. Gli orrori della guerra che hanno causato la Shoah sono ancora vivi in Palestina e in Israele dimostrando che ovunque e in ogni tempo, l’ottusità, la mancanza di dialogo e la negazione della libertà di pensiero, parola ed espressione a niente portano se non a nuove, inevitabili Shoah. Mercoledì 27 gennaio dalle ore 10 – l’iniziativa, aperta a tutti, è rivolta ai ragazzi (scuole primarie e secondarie di primo grado). In particolare l’utilizzo dell’immagine sarà raccontato per la sua valenza simbolica e per la libertà che può raggiungere superando i muri e le barriere fisiche e mentali. Per info e prenotazioni: Galleria MO.C.A.: mocamct@gmail.com Ufficio Cultura: 0572 9182

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Modern art: the Moca in Montecatini Terme.

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Montecatini is a beautiful thermal town located in the heart of Tuscany. It has been founded as “Baths of Montecatini” in XVIII century for the presence of the thermal sources. In one of my previous articles, I told you about my experience in the thermal site “Tettuccio”, amazing Spa immersed in nature and art. Now, I would like to tell you about another special place, the town Building of Montecatini.

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Built in 1913 by the architect Raffaello Brizzi and the engineer Luigi Righetti, this palace was decorated by the Florentine artist Galileo Chini. Inside the town Building, there is a new exposing space devoted to the contemporary art, the Moca (Montecatini Contemporary art)Here, the website.

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The models for this project were the Tate Gallery in London and the MOMA in New York and this nice place has allowed to give a worthy works setup of world level. In particular, I loved so much the story behind the cloth “Woman wound in a flight of birds” by Joan Mirò.

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The artist decided to give it to the city of Montecatini on the occasion of the event“Maggio Mirò” in 1980 but it was Carlos Franqui (journalist who was exiled political and decide to transfer in Montecatini) who brought it in the Tuscan city wound on itself same as it was an oriental carpet. This enormous canvas has been painted on the floor of Mirò’s office in Palma de Maiorca. This masterpiece represents a rebellion and a gesture of liberty. The protagonist is a bird with the long legs, whose flight is made by the uncontrollable movement of a stain that expands him from the body and a woman, symbol of fertility and expectation, represented in green, red and blue. In the black part of the canvas, you can observe the violent walk of Mirò which represents the fight of the artist against the illness that not allowed him to come to Montecatini in person. There are also some spots of coffee which symbolize the bond between Mirò and Italy and his friendship with my country.

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I suggest you to visit this gallery because it is located inside a beautiful historical palace and furthermore, entry is free. The work of Moca is sustained by donations given by lovers of art and used for the acquisition of new works! Moca is located here:

MOCA Montecatini Contemporary Art Via Verdi, 46 51016 Montecatini Terme tel. 0572 918299

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Thanks to Giodò, the cooperative company that manages this exhibition and realized the cards which helped me to write this article.

Written by Valentina Meloni

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